IL CASO
Gallarate, ponti tabù
Deserta la prima asta per la manutenzione straordinaria. Le imprese chiamate hanno riposto “no grazie”. È un appalto da 865mila euro
«Ringraziamo per l’invito ricevuto, ma non riusciamo a partecipare alla procedura in oggetto. Distinti saluti». Così una delle imprese alle quali il Comune si era rivolto ad aprile ha declinato gentilmente la richiesta, anche se i motivi del rifiuto non sono noti. Le ipotesi potrebbero essere tante e la più ottimista è che in questo periodo gli operai dell’azienda abbiano già così tanto lavoro da non avere il tempo di occuparsi anche dei ponti ammalorati di Gallarate nel breve periodo.
Fatto sta che, così come la srl monzese che ha scritto a Palazzo Borghi il messaggio sopra riportato, anche le altre cinque società che erano state sorteggiate tra gli operatori iscritti in un apposito elenco non hanno presentato alcuna offerta valida entro i termini previsti: asta deserta. Quindi, ora, per avviare i lavori di manutenzione che i ponti cittadini aspettano dal 2020 bisogna ripartire con una nuova procedura di gara.
In ballo ci sono interventi straordinari su sette infrastrutture di Gallarate tra cavalcavia, viadotti e ponticelli per una spesa complessiva, compresi gli oneri, di 865mila euro. Lavori che il Comune ha pianificato da tempo per rispondere a problemi diversi per ciascuno dei manufatti, tanto che il finanziamento regionale per eseguire l’opera risale a due anni fa, quando gli uffici avevano colto una possibilità offerta dall’ente milanese per mettere in calendario le operazioni. Nessuna emergenza da bollino rosso, avevano chiarito a suo tempo gli amministratori comunali, ma comunque c’è da intervenire e quindi si era deciso di procedere in tal senso.
Il caso più evidente è quello del ponte del Bettolino, perché auto e camion, oltre a passarci sopra, ci passano pure sotto e in più di un’occasione da lì sono partite segnalazioni a proposito dell’acqua che filtra dalla soletta e della polvere che talvolta si stacca e deposita sui mezzi in sosta all’ombra del viadotto.
Dopo il tentativo a vuoto appena concluso, gli uffici del Comune hanno comunque già rimesso in moto la macchina: per l’11 maggio è fissato un nuovo sorteggio e questa volta saranno 15 gli operatori selezionati che verranno invitati a partecipare alla procedura. Di fatto il rallentamento è di un mesetto circa, se si considera che il progetto esecutivo degli interventi è stato approvato il 29 marzo scorso e il termine scaduto senza successo era il 26 aprile.
Palazzo Borghi è deciso a procedere spedito. Il tempo stimato per compiere l’intero pacchetto di interventi è di sei mesi - 180 giorni naturali e consecutivi - dal momento della consegna lavori.
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