PER DUE EURO
Gallarate, sedicenne derubato da sei ragazzi
Accerchiato in via Bettolinazzo, si vede portare via il borsello
Accerchiato e derubato a Crenna: la vittima è un ragazzino di 16 anni, gli aggressori sei giovani che gli hanno strappato il borsello.
OGGI LA DENUNCIA
Sotto choc la sua famiglia e lui stesso: oggi, mercoledì 18 maggio, andranno a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.
Il teenager cerca di minimizzare l’accaduto, anche se a tutti gli effetti potrebbe essere rubricato come una rapina. Intorno alle 19 di lunedì in via Bettolinazzo a Crenna il giovane stava tornando a casa dopo avere giocato a calcio con gli amici. Difficile per lui riconoscere tutta la banda proprio a causa dello choc, ma anche perché i ragazzi avevano i volti semicoperti. Indossavano felpe con il cappuccio che ne rendevano difficile il riconoscimento.
LA TESTIMONIANZA
È lo stesso sedicenne, con il consenso dei genitori, a raccontare l’episodio di violenza alla Prealpina: «Stavo correndo verso casa, ma non ero particolarmente veloce perché ero stanco dopo avere giocato. A un certo punto sento che un ragazzo si avvicina. Pensavo che fosse uno che stava correndo come me. Insomma, uno che si stava allenando». Quindi il 16enne, anche piuttosto ingenuamente, non ha cercato di allungare il passo e neppure di proteggersi.
«In realtà mi giro per vedere dove sia perché lo sento praticamente addosso ed è in quel momento che involontariamente gli tiro una gomitata», prosegue la ricostruzione. «Ma proprio perché mi era addosso e io volevo vedere chi fosse e dove fosse esattamente».
Da quel momento la vittima dell’aggressione si è accorta di non essere seguita da un semplice coetaneo impegnato in un allenamento, ma di trovarsi in pericolo. Infatti: «Succede tutto velocemente. Vedo che vicino a me ci sono due ragazzi, ma poco distanti ce ne sono altri quattro. Insomma, sono in sei. Quello che mi si avvicina è più alto di me». Sono stati attimi concitati e il sedicenne fatica un po’ a ricostruire l’accaduto: «Sento gli altri che urlano «vai vai vai» incitando l’amico che nel frattempo mi sfila il borsello. Io non potevo fare niente. Non sono riuscito neppure a urlare. Non mi è venuto da fare nulla».
Il sedicenne è rimasto pietrificato di fronte ai sei che lo accerchiavano. «Avevo anche paura perché involontariamente gli avevo tirato una gomitata e temevo che mi facessero del male». Con l’ingenuità che solo i bravi ragazzi possono avere, Christian ha poi deciso di tornare a casa senza dare l’allarme. Solo a 300 metri di distanza ha ritrovato il borsello. «Avevano preso solo due euro che avevo all’interno, per fortuna hanno lasciato il telefono e gli auricolari. Per fortuna». Infatti: «Temevo mi prendessero il cellulare perché ho dentro tutta la mia vita». Poi, rispetto ai ragazzi che lo hanno accerchiato: «Penso che fossero più grandi di me. Quello che mi ha strappato il borsello sarà stato alto almeno 30 centimetri più di me». Conclusione: «Sono consapevole che mi sia andata bene perché non mi hanno fatto del male, ma mi sono molto spaventato. Adesso non passerò più da quella strada per tornare a casa, perché temo di fare brutti incontri».
Via Bettolinazzo, che corre da viale dei tigli a via Confalonieri, di solito è quasi deserta. Conosciuta dagli studenti (vicino ci sono i licei e le medie) e dai residenti.
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