ASSEMBLEA CIVICA
Gallarate, Sparacia rinuncia al Consiglio
Primo dei non eletti, ha rifiutato l'incarico. Entra Bertoglio
Restare fuori dalle istituzioni, per scelta. Gianni Sparacia, primo dei non eletti di Forza Italia, ha rinunciato ufficialmente al subentro che gli sarebbe spettato di diritto, aprendo la strada a un diverso equilibrio tra i banchi dell’aula. È da questa decisione, netta e meditata, che prende forma il nuovo assetto del Consiglio comunale di Gallarate dopo la nomina di Belinda Simeoni a vicesindaco e assessore alle Attività economiche.
Una rinuncia che pesa più di un ingresso
L’annuncio è arrivato attraverso una lettera dai toni personali, nella quale Sparacia spiega le ragioni di una scelta che va oltre la contingenza politica. «Oggi ho ufficialmente firmato la rinuncia al subentro in consiglio comunale come sarebbe stato mio diritto, perché sono indisponibile ad occupare questo ruolo», scrive, rivendicando un legame profondo con la città ma anche una distanza consapevole dalle istituzioni. Un passo indietro che non nasce da dissenso o rotture, ma da una valutazione personale sul modo in cui continuare a essere utile alla comunità.
Il valore del servizio, dentro e fuori il Consiglio
Nel suo messaggio Sparacia richiama il percorso compiuto nelle precedenti amministrazioni e il rapporto costruito con Gallarate. «La città mi ha dato tanto e per quel poco che ho fatto spero che i cittadini se lo ricordino», aggiunge, spiegando di preferire oggi il lavoro quotidiano e l’impegno sociale al di fuori dei palazzi. Le istituzioni, definite «sacre e meritevoli di un sincero confronto per il bene della città», restano un riferimento ideale, ma non l’unico spazio possibile per fare del bene. Da qui anche l’augurio rivolto ai nuovi amministratori, chiamati a operare «con profitto e umiltà».
Il passaggio formale e il nuovo ingresso
La rinuncia di Sparacia apre le porte del Consiglio comunale a Stefano Bertoglio, che alle ultime elezioni aveva raccolto 32 preferenze. Sarà lui a subentrare al posto lasciato vacante da Simeoni, con un passaggio che verrà formalmente sancito nel Consiglio comunale già convocato per il 9 febbraio dal presidente Marco Colombo. Un cambio che chiude una fase e ne apre un’altra, segnando come, anche nei retroscena politici, le scelte personali possano incidere quanto le nomine ufficiali.
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