AMMINISTRATIVE
Gorla Maggiore, il parroco si schiera con Zappamiglio
Già pronta la futura giunta mentre c’è polemica sulla campagna del non voto
A Gorla Maggiore entra in campagna elettorale anche il parroco don Valentino Viganò che nel suo ultimo editoriale del periodico della comunità ha scritto ai gorlesi sostenendo il sindaco Pietro Zappamiglio e la lista Fare Comune. E tira le orecchie anche a chi spiega cosa vorrebbe dire il commissariamento per il paese: «È un profeta di sventura, perché applaude ad un intervento calato dall’alto», scrive il parroco rivolgendosi in particolare al gruppo di minoranza >QuiprogettoGorla che ha realizzato una informazione per spiegare cosa accade davvero quando un commissario prefettizio guida i paesi, in sintesi l’ordinaria amministrazione per la gestione del Comune.
«Si può volare alto»
Intanto il sindaco Pietro Zappamiglio ha presentato anche la giunta: Renato Grazioli vice sindaco con deleghe Bilancio, Sicurezza e Protezione Civile, Amedeo Celora assessore con deleghe Servizi Sociali, Salute e Famiglia, Cinzia Montini assessore con deleghe Cultura, Istruzione, Giovani, Associazioni e Beatrice Bova assessore con deleghe Urbanistica, Lavori Pubblici, Edilizia Privata, Commercio. Una squadra che il parroco ha sottolineato: «Desidero ringraziare gli uomini e le donne che si sono candidati nella lista Fare Comune, l’unica che si è presentata. Li stimo perché hanno avuto la forza di spendersi per qualcosa di nobile e di bello come il cercare il bene del loro paese e il progettare un futuro per i suoi abitanti. Dare tempo ed energia per gli altri, così come esporsi ad essere giudicati e criticati da chi sa molto parlare, ma poco fare, non è da tutti. Ho sempre stimato questo nostro paese come un luogo in cui si può volare alto».
«Provo rammarico»
Tornando invece alla questione dell’unica lista don Valentino non si risparmia: «Provo rammarico, non certo meraviglia, che in un paese di 5mila abitanti si riesca a proporre un’unica lista. Innanzitutto sento rammarico perché la libertà la si può esercitare quando c’è la possibilità di scegliere. Si potrebbe sostenere che si può esprimere la propria libertà, scegliendo di non andare a votare». Per il parroco sarebbe «una scelta di ripiego». Riflette poi sulla mancata offerta di più liste elettorali. Diverse volte >Quiprogettogorla ha spiegato di non essere riuscita a raggiungere il numero minimo, fermandosi a metà lista. Alla fine anche i partiti politici hanno deciso di abdicare: Forza Italia avrebbe voluto sostenere Susy Pozzato, che però si è chiamata fuori dall’arena politica dopo aver dato le dimissioni da assessore della giunta Zappamiglio e poi dal gruppo, restando indipendente in Consiglio comunale. Così come il Partito democratico pare essere completamente uscito dai radar: impossibile il sostegno a Bova che per anni ha militato nella compagine tanto da essere stata candidata alle regionali almeno una decina di anni fa, esperienza e partito chiusi dopo una lunga militanza.
«Dialogo franco»
Intanto don Valentino nel suo editoriale di sostegno alle elezioni ha sottolineato: «Provo in questo frangente anche un profondo segno di gratitudine per l’amministrazione uscente con cui la parrocchia ha collaborato in modo sereno, fecondo ed efficace. Si è potuto coltivare un dialogo franco e condiviso che ha portato a realizzare assieme iniziative che hanno fatto il bene delle persone, soprattutto ragazzi, di questo nostro paese. Ricordo solo, da ultimo, il restauro del Santuario della Madonna di San Vitale che è stato approvato e finanziato dal Ministero dei Beni Culturali e che tra pochissimo concretizzerà l’inizio dei lavori».
© Riproduzione Riservata


