L’AZZURRO
La promessa di Larkin ai Mastini: «Tornerò»
Il varesino capitano della Nazionale: «La mia città la è casa del futuro»
La prima volta non si scorda mai, quindi anche se non è arrivata la promozione che era nel mirino, il Mondiale di Thomas Larkin va in archivio con il segno più. Il 32enne difensore varesino ha debuttato nel ruolo di capitano della Nazionale al recente torneo iridato di Nottingham, manifestazione chiusa al terzo posto dal Blue Team nonostante i suoi 6 punti (con 5 gol, miglior scorer azzurro e terzino in assoluto) dopo le sconfitte con Polonia e Gran Bretagna.
«ORGOGLIO E INCREDULITÀ»
«Ripensandoci a mente fredda - spiega Larkin - fatico a trovare una motivazione precisa per il mancato ritorno in Top Division. Eravamo partiti bene poi ci siamo “inceppati”: sicuramente le difficoltà nelle situazioni speciali (25 % in PP e 77.78 % in PK) hanno pesato, forse anche il fatto di avere un gruppo giovane. Ogni errore in difesa ci è costato carissimo, resta amarezza anche perché essere il capitano dell’Italia mi ha regalato enorme orgoglio. In spogliatoio ho trovato una squadra compatta, ora impariamo la lezione e motiviamoci per tornare subito in Top Division».
NUOVA AVVENTURA
Chiusa l’esperienza con il Blue Team, Larkin è pronto ad aprire un nuovo ennesimo capitolo nella sua vita sportiva, ma non solo. Dopo sei anni e mezzo con gli Adler Mannheim, con i quali tra l’altro ha vinto il titolo tedesco nel 2019, dalla prossima stagione giocherà con gli Schwenninger Wild Wings dove ritroverà i Nazionali Peter Spornberger (suo compagno di linea al Mondiale) e Alex Trivellato: «Con loro ci conosciamo molto bene ma sono amico di gran parte dei giocatori - continua Larkin -. L’esperienza di Mannheim ha insegnato tanto a me e mia moglie, in quel periodo sono anche nate le nostre due figlie. Ora ripartiremo trasferendoci in una nuova realtà a Villingen e sono molto carico, la società mi ha fatto sentire importante. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare con il nuovo gruppo».
IL LEGAME CON VARESE
Tutto questo senza dimenticare la sua vera casa, quella Varese che ha lasciato ormai 15 anni fa per attraversare l’Atlantico e giocare negli Stati Uniti dopo aver iniziato con le giovanili dei Mastini: «A Nottingham c’erano mio padre e mio fratello, resto legato alla famiglia e prima di aggregarmi alla Nazionale sono tornato a Varese qualche giorno. Ho incontrato diversi giocatori gialloneri dopo la loro grande stagione, seppur a distanza ho seguito tutto e mi ha fatto molto piacere vederli vincere Coppa Italia e IHL».
LA CERTEZZA
Guardando avanti, nel futuro di Thomas Larkin una certezza c’è: «Un giorno tornerò ai Mastini, ne sono certo. Me lo sono promesso prima di partire per gli Usa e voglio vestire di nuovo il giallonero. Non posso sapere di preciso quando, magari dopo le Olimpiadi invernali del 2026, ma anche per mia moglie e le bimbe ritengo che venire a Varese sarebbe perfetto. Penso che non esista una città più bella nella quale giocare a hockey».
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