LA MOSTRA
I preziosi bronzi Corazzi tornano in Italia
Alla Fondazione Rovati i reperti sono affiancati da libri del Settecento
L’eccezionale rientro in Italia del nucleo di bronzi etruschi della collezione cortonese di Galeotto Ridolfini Corazzi, oggi conservata al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, suscita meraviglia, sia per la bellezza dei reperti, sia per l’eccezionalità dell’evento. Dopo una prima tappa espositiva al Museo dell’Accademia Etrusca (MAEC) e della Città di Cortona, questa popolazione di bronzi giunge ora al piano ipogeo del Museo d’arte della Fondazione Rovati di Milano - in mostra fino al 4 ottobre -, insieme ad una selezione di volumi del Settecento e dell’Ottocento, che documentano la fortuna critica e antiquaria dei bronzi. I bronzi esposti sono undici e prevalentemente di carattere votivo e cultuale. Tra questi si distingue il Fanciullo con oca, raffigurante un bambino nudo che tiene in braccio un’oca e porta al collo una bulla. L’iscrizione presente sulla gamba destra dell’opera indica una destinazione votiva dell’oggetto. Analoga funzione è attestata dalla statuetta in bronzo raffigurante Laran, divinità etrusca della guerra rappresentata con corazza ed elmo, databile tra il 540 e il 520 a.C. Accanto ai bronzi Corazzi, il percorso espositivo include una selezione di volumi antichi che introduce una riflessione sul ruolo delle fonti bibliografiche nella trasmissione della conoscenza delle opere d’arte, assumendo la funzione di dispositivo curatoriale capace di mantenere viva la memoria di un oggetto anche quando esso non è fisicamente accessibile, perché disperso, lontano o temporaneamente assente. Tra i testi esposti figurano una copia di Ad monumenta Etrusca operi Dempsteriano additae explanationes et conjecturae di Filippo Buonarroti, pubblicato tra il 1723 e il 1724, i Due ragionamenti del dottore Lodovico Coltellini agli Accademici Etruschi di Cortona sopra quattro superbi bronzi antichi […] di Lodovico Coltellini del 1750 e il Museum Cortonense di Francesco Valesio, Antonio Francesco Gori e Ridolfino Venuti, anch’esso del 1750. La raccolta Corazzi venne messa in vendita nell’autunno 1826, in un momento storico di rinnovato interesse europeo verso l’arte antica e nello specifico di quella etrusca, e fu di fatto la prima raccolta di reperti attraverso la quale il mondo accademico a nord delle Alpi poté entrare in contatto con la civiltà etrusca. La mostra Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi propone un’interessante riflessione su come il collezionismo privato abbia svolto un ruolo fondamentale nella conservazione e nella trasmissione del patrimonio archeologico, andando a costituire il nucleo di molti musei europei fra ‘700 e ‘800.
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