LEGAPRO
Il caso D'Errico turba la Pro Patria
Oliverira: "Con me quello non gioca più". Poi spiega: "Si è allenato pochissimo, pretende di giocare ma così non va""
Nel sabato di campionato della Pro Patria, già alle prese con le ben note vicende societarie, non poteva mancare il solito giallo. Un giallo verificatosi sul campo e diventato di pubblico dominio allorché Lulù Oliveira, girandosi verso la panchina, ha esclamato: «Anche se mi cacciano, con me quello non gioca più». Uno sfogo figlio della tensione della partita che, in sala stampa, il tecnico biancoblù ha cercato di spiegare e minimizzare, senza mai citare però il nome destinatario del rimprovero che è risultato Andrea D'Errico, al rientro dal turno di squalifica rimediato per il doppio giallo con la Giana e convocato in extremis venerdì dopo una settimana alle prese con fastidi muscolari: «E' stata una frase detta così d'istinto - ha precisato Oliveira - nel senso che mi ha fatto arrabbiare. E' stato squalificato, lasciandoci per 45' in dieci contro la Giana, si è allenato pochissimo, eppure pretendeva di giocare dall'inizio. Non si fa così, e non è giusto soprattutto nei confronti degli altri, specie di quei ragazzi che, contro il Bassano, hanno dovuto accomodarsi in tribuna». L'episodio incriminato si riferisce ad una veloce ripartenza avversaria, con D'Errico attardatosi nel ritornare in difesa... «Gli altri corrono e tu cammini in campo? Non si fa così», insiste Oliveira. «Se vogliamo uscire da questo momento difficile, dobbiamo lottare tutti insieme. Non si può entrare in campo e fare quello che si vuole: in campo bisogna dare il massimo, sacrificandosi per la squadra, battendosi l'un per l'altro». Così, in un day after solitamente riservato all'analisi, ecco la voce del responsabile dell'area tecnica biancoblù, Filippo Antonelli, colui che si era battuto in prima persona per far approdare a Busto un talento dalle qualità di D'Errico. «Certi sfoghi - spiega di rientro dal match al "Moccagattta" fra Alessandria e Arezzo - vanno letti nel contesto della situazione: sul 2-1, con la squadra in lotta per portare a casa tre punti importantissimi per la classifica, la tensione può giocare brutti scherzi, facendo dire ciò che in realtà non si pensa. Detto questo non si può nemmeno giustificare il comportamento di D'Errico, anche se bisogna sapere la sua situazione: il ragazzo, che da inizio anno si porta dietro problemi muscolari, non è al 100%: fra lasciarlo a riposo per due mesi e gestirlo in settimana con un lavoro specifico per portarlo a condizione, abbiamo scelto la seconda strada. Purtroppo quando si è in campo, si vuole sempre strafare. Ma il ragazzo è intelligente e ha già capito».
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