AUMENTI
Il rincaro è servito: famiglie fuori menù
Più compagnie e coppie nei ristoranti
La vita è sempre più cara. Non è la solita frase fatta: ce ne accorgiamo tutti, quando dobbiamo pagare le bollette di luce e gas ma anche solo quando decidiamo di andare al ristorante o in pizzeria. A suffragio di questa triste tesi vi sono però anche i dati ufficiali. A Varese, l’indice Nic (indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività) a dicembre 2025 evidenzia una crescita rispetto a dicembre 2024, pari a +0,8% (variazione tendenziale). «Dopo l’iperinflazione registrata nel 2022, la curva dei prezzi – evidenzia l’indagine sui prezzi al consumo condotta dalla Commissione per la rilevazione dei prezzi del Comune di Varese ed elaborata dalla Camera di Commercio - ha subito comunque una crescita, ma decisamente più contenuta. In generale, negli ultimi mesi la dinamica dei prezzi ha mostrato una decelerazione dell’inflazione, in particolare a partire dal mese di luglio 2025, ad eccezione del dato di dicembre che mostra un ulteriore incremento dei prezzi, che andrà monitorato nei prossimi mesi».
La situazione in provincia
A Varese, le tariffe maggiormente responsabili degli aumenti di prezzo degli ultimi anni sono state quelle relative ad acqua, gas ed elettricità, caratterizzate da una maggiore volatilità. L’incremento più significativo è avvenuto per la divisione servizi ricettivi e di ristorazione (+2,2%), a causa dell’incremento dei prezzi di ristoranti, pizzerie e bar. «Il costo della vita è sicuramente uno degli argomenti più trattati nei discorsi che i commensali fanno al tavolo di ristoranti e bar , ed è sicuramente il più scottante degli argomenti che vede sempre una crescita e quasi mai una decrescita – spiega Giordano Ferrarese, presidente provinciale di Fipe Confcommercio di Varese.- La ristorazione ha tre fattori che regolamentato i prezzi, e sono: il personale, le materie prime e i consumi energetici. Non toccando il primo argomento, ci troviamo ad affrontare i costi delle materie prime e dell’energia come punti variabili di costi, spesso con impennate vertiginose: un esempio lo è stato nel 2022 quando la guerra in Ucraina è cominciata e ha visto bollette quasi triplicate, materie prime come l’olio alimentare sparire e poi essere razionato al prezzo simile ai metalli nobili; sicuramente forme di speculazione, che oltre alle famiglie hanno investito in modo negativo le attività di ristorazione sotto ogni forma».
I posti a tavola
E oggi? «A quattro anni di distanza ci ritroviamo in una situazione simile, quando il petrolio sale la conseguenza è un’impennata dalle materie prime, fino a colpire in modo indiretto gli affitti: la conseguenza è il cercare una sopravvivenza delle aziende, impegnandosi laddove possibile ad assorbire i costi senza variare i prezzi al consumo mentre dove diventa impossibile, incrementando i prezzi al consumo finale, consapevoli che la capacità di spesa diminuisce e di riflesso diminuiscono anche i consumi». Insomma, padri e madri con figli vanno meno al ristorante tutti insieme, mentre coppie e compagnie sono molto più numerose.
«Quello che ci proponiamo di fare come imprenditori - conclude Ferrarese - sarà un ulteriore sforzo come abbiamo già fatto quattro anni fa cercando di far sopravvivere le nostre imprese che sono fonte di reddito per molte famiglie dove figli e magari mutuo per la casa assorbono quasi totalmente gli stipendi. Dietro un bar o un ristorante non c’è solo un imprenditore: ci sono dipendenti o, meglio, collaboratori con le loro famiglie. E diventa un dovere morale garantire un posto di lavoro continuativo anche in momenti che si prospettano difficili».
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