A TEATRO
Il ritorno di Sherlock Holmes con Neri Marcorè
Nella Londra vittoriana il detective affronta un complotto per assassinare la Regina Vittoria. Fino al primo febbraio in scena al Teatro Nazionale di Milano
Neri Marcorè è il leggendario detective creato da Arthur Conan Doyle in Sherlock Holmes – Il musical, in scena fino al primo febbraio al Teatro Nazionale di Milano. Ambientata in una Londra cupa e violenta di fine Ottocento, la storia riporta Sherlock a indagare con la sua mente geniale dopo anni di apatia: dopo la morte del suo acerrimo nemico Moriarty, nessun criminale si è più dimostrato suo degno avversario. Fino a quando è la stessa vittima di un omicidio, che avviene a cinque giorni dai festeggiamenti del sessantesimo anno del regno della regina Vittoria, a lasciare una serie di messaggi cifrati che serve una mente geniale per poter decriptare. E che non parlano dell’omicidio, ma della minaccia di un attentato che potrebbe causare centinaia di vittime e sul quale sono naturalmente Holmes e il suo fidato amico Watson a cercare di dover evitare. Con la regia di Andrea Cecchi, autore del testo con Enrico Solito e Alessio Fusi, che ha scritto anche le liriche, e con le musiche di Andrea Sardi, l’avventura che si dipana sullo schermo è piena di mistero e di colpi di scena, ma anche di ironia, e il bene e il male si incontrano e si scontrano sullo sfondo di una Londra vittoriana ricca di enigmi, intrighi, pericoli, tensioni, ma anche amori e amicizie. Il personaggio di Sherlock Holmes, creato da Conan Doyle nel 1887, fu subito un fenomeno amatissimo, al punto che la prima idea del suo autore, di farlo morire nella seconda raccolta di racconti a lui dedicati, scatenò tra i lettori proteste grandissime, che lo fecero “tornare”. Trasposto anche in cinematografia e in serie televisive vera e propria intramontabile icona, ora è anche al centro di un musical in cui, scrive il regista nelle sue note, «leggerezza e drammaticità si alterneranno sulle note di una colonna sonora orchestrale , le imponenti scenografie riprodurranno un’ambientazione autentica e suggestiva, e le coreografie, dinamiche e travolgenti, contribuiranno a coinvolgere lo spettatore sia visivamente che emotivamente».
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