TRIBUNALE
In curva nel derby nonostante il Daspo: processo
Tifoso di 22 anni non rispettò il provvedimento del questore
Colpito da un Daspo che gli vietava di entrare in stadi e palazzetti per un anno, non aveva resistito alla tentazione di andare in curva per sostenere l’Openjobmetis nel derby con Milano. Ma il tifoso biancorosso non solo aveva assistito alla sconfitta dei suoi beniamini, ma era stato anche immortalato in un video e riconosciuto dai poliziotti della Digos. Da qui la denuncia per violazione della legge numero 401 del 1989 sfociata nel processo apertosi in Tribunale a Varese.
La vicenda risale al 17 dicembre 2023. Nove mesi prima, a marzo, all’imputato, classe 2004, era stata notificata la misura di prevenzione del divieto di accesso alle manifestazioni sportive per la durata di dodici mesi. Un provvedimento emesso dal questore non per aver commesso reati, o partecipato a disordini, in occasioni di partite di calcio o di pallacanestro. Ma disposto perché all’epoca il giovane era indagato per una rapina che avrebbe commesso assieme a un paio di complici. Insomma, un “Daspo fuori contesto”, firmato per un presunto comportamento violento avvenuto al di fuori degli stadi. Ma nello stadio, anzi nel palazzetto, il 19enne ha deciso di tornare nonostante il divieto. La voglia di tifare Varese contro i rivali di Milano (in una partita, per la cronaca, finita con la vittoria dell’EA7 Olimpia per 74 a 70, era troppo forte. Il ragazzo non aveva però fatto i conti con le riprese effettuate all’interno dell‘Itelyum Arena di via Manin, in particolare nella curva Nord. Un provvedimento, il “Daspo fuori contesto”, che il suo difensore, l’avvocato Massimiliano Carnelli, ha sempre contestato, perché la denuncia che ha inguaiato il suo cliente (ora agli arresti domiciliari per un’altra inchiesta) si basava solo sulle dichiarazioni di una fonte confidenziale delle forze dell’ordine.
Dichiarazioni che - sostiene - non avrebbero poi trovato conferma nelle successive indagini, tanto che il fascicolo a carico dei coimputati (minorenni) è stato archiviato, mentre del suo si sarebbero perse le tracce. Per questo, nell’udienza predibattimentale, il legale ha chiesto l’ammissione al giudizio abbreviato condizionato all’acquisizione degli atti dei procedimenti per la rapina che, a suo dire, proverebbero che quella misura di prevenzione non doveva essere emessa. La discussione, davanti al giudice Letizia Bibbiani, è in programma ad aprile.
© Riproduzione Riservata


