ROMA
In Italia posti letto per ricoveri psichiatrici tra i più bassi al mondo
(ANSA) - ROMA, 13 FEB - Numero di posti letto ospedalieri per
ricoveri psichiatrici acuti tra i più bassi al mondo (0,1 per
1.000 abitanti, contro la media Ocse di 0,64 per 1.000), carenza
di personale, inferiore di quasi il 30% rispetto agli standard
definiti dall'Agenas, investimenti pro capite tra i più bassi
d'Europa e forti divari nell'erogazione dei servizi tra le varie
Regioni. Sono queste le principali criticità rilevate dal terzo
rapporto del Gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni
dell'Istituto superiore di sanità, focalizzato sui servizi per
la salute mentale.
Per quanto riguarda la disponibilità di posti letto, l'andamento
nazionale delle dimissioni di utenti dai reparti psichiatrici è
in diminuzione dal 2020 (nell'ultimo biennio: -14% rispetto a
2015-2019) ed è stata osservata una correlazione positiva tra
disponibilità di posti letto ospedalieri e tasso di dimissioni
da reparti psichiatrici, il che suggerisce che il tasso di
ospedalizzazione è innanzitutto correlato alla disponibilità di
posti letto. Inoltre, le Regioni del Sud, la Sardegna e le
Regioni del Centro mostrano nel tempo valori più bassi rispetto
alle Regioni del Nord (tranne il Friuli-Venezia Giulia). In
aggiunta a ciò, a partire dal 2017 (fino al 2023) sono diminuite
le strutture psichiatriche territoriali (-18,5%) e le strutture
psichiatriche residenziali (-13%) e, dal 2020, le strutture
psichiatriche semiresidenziali (-12,5%). A carico delle
strutture psichiatriche semiresidenziali, si registra anche una
diminuzione, a partire dal 2021, dei posti (-10%) e, dal 2015,
più marcatamente, degli utenti presenti (-35% nel 2023 rispetto
al 2015). Tutto questo a fronte di un aumento, dal 2022 al 2023,
del 10% della percentuale di popolazione che ha almeno una
visita durante l'anno, e, rispetto al 2020, del 18%, arrivando a
169,5 pazienti per 100mila abitanti. Una criticità perdurante
nei servizi specialistici di salute mentale è rappresentata dal
fatto che essi assistono all'incirca l'1,6-1,7% della
popolazione (prevalenza trattata), a fronte di un numero fino a
quasi 10 volte superiore di persone che ogni anno soffrono di
disturbi mentali. In crescita anche il tasso di utenti trattati
con antipsicotici in regime convenzionato. La crescita lineare,
dal 2015 al 2023 del + 63%, è connotata geograficamente, con
valori più alti nelle Regioni del Sud e nelle Isole. Questo dato
è correlato negativamente con il tasso di prestazioni
psichiatriche per utente erogate in strutture psichiatriche e la
dotazione di personale. Questi risultati possono far ipotizzare
una maggiore adozione di prescrizioni di antipsicotici come una
delle poche opzioni terapeutiche disponibili. (ANSA).
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