TRAGICA RISSA
Tragedia di Induno: «Scarcerate Gennaro»
Richiesta del legale del padre della vittima al Tribunale del Riesame: «Nessun pericolo di fuga o di inquinamento delle preve»
Ieri Gennaro Ambrosino, il sessantacinquenne arrestato per rissa aggravata dopo la morte del figlio Enzo, 30 anni, ucciso da una coltellata sferrata dal “rivale” Gesuino Corona nella notte tra il 10 e l’11 aprile a Induno Olona, ha preferito rimanere in carcere al Bassone di Como. «Non sta bene: soffre ancora i postumi delle ferite subite, inoltre è diabetico. Per questo, non se l’è sentita di fare il viaggio per scendere a Milano», fa sapere il suo difensore, l’avvocato Paolo Bossi, al termine dell’udienza che si è svolta in mattinata davanti del Tribunale del Riesame del capoluogo lombardo.
La richiesta di scarcerazione
Al collegio presieduto dal giudice Luisa Savoia, il penalista varesino ha rinnovato la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere; in subordine, la concessione degli arresti domiciliari anche con il braccialetto elettronico, dopo il rigetto del gip del Tribunale di Varese Marcello Buffa. «A prescindere dall’evoluzione delle indagini rispetto all’esatta dinamica di quanto accaduto, che resta ancora da chiarire, ho insistito con forza per chiedere al Tribunale del Riesame che non sia applicato il carcere a quest’uomo che ha visto morire suo figlio davanti ai suoi occhi e che, tra l’altro, si “tortura” per non essere riuscito a impedire che ciò non accadesse», ha spiegato l’avvocato Bossi.
La memoria
Nel corso dell’udienza, protrattasi per oltre venti minuti, il difensore ha depositato una corposa memoria. «Da parte sua non c’è nessun pericolo di inquinamento probatorio, nessun pericolo di fuga, né di reiterazione del reato o chissà quali propositi di vendetta. Pensate al dolore di questo padre e della sua famiglia costretta a far fronte a un doppio peso insopportabile: la morte di un figlio trentenne e l’ulteriore tragedia del capofamiglia in carcere. Lo ribadisco: chiediamo, nel rispetto di chi conduce le indagini, che quest’uomo possa quantomeno piangere suo figlio a casa sua, anche alla luce delle sue precarie condizioni di salute», ha insistito il legale di Gennaro Ambrosino. Peraltro, quest’ultimo, nell’immediatezza dei fatti, ha sempre sostenuto che il figlio sia stato vittima di un’aggressione e che lui sia intervenuto soltanto per difenderlo. Il Riesame si è riservato; la decisione sarà presa nel giro di pochi giorni.
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