ECONOMIA
Industria varesina, produzione ancora in crescita
Nel primo trimestre tornano positivi gli ordini ma resta alta l’attenzione sui costi
Nel primo trimestre 2026, l’indagine congiunturale sull’industria varesina del Centro Studi di Confindustria Varese segnala una prosecuzione del recupero dei livelli produttivi, pur con un’intensità più contenuta rispetto al forte rimbalzo registrato nel trimestre precedente. L’indagine è stata condotta tra il 1° e il 17 aprile. Il saldo complessivo delle risposte sulla produzione si attesta a +26,9 punti percentuali (era +65,4 p.p. nel IV trimestre 2025), frutto del fatto che il 48,5% delle imprese dichiara un aumento dei livelli produttivi, il 29,9% una stabilità e il 21,6% una diminuzione. Il tasso medio di utilizzo degli impianti si colloca al 74,0% (dal 76,0% del trimestre precedente), indicando un quadro ancora espansivo ma meno omogeneo tra filiere.
Il dato più rilevante del trimestre è il miglioramento del portafoglio ordini. Gli ordinativi totali tornano in territorio ampiamente positivo, con un saldo pari a +32,6 p.p. (dal -13,9 p.p. del IV trimestre 2025), mentre gli ordinativi esteri registrano un saldo di +20,9 p.p. (dal -11,4 p.p.). Il dato potrebbe riflettere, da un lato, la lavorazione di ordini già acquisiti prima dell’aggravarsi delle tensioni e, dall’altro, una possibile accelerazione della produzione programmata, volta ad anticipare eventuali criticità future. Ciò contribuirebbe a spiegare perché gli effetti negativi del conflitto in Medio Oriente non emergano ancora pienamente dagli indicatori rilevati. Inoltre, il quadro non è omogeneo tra filiere: chimico-farmaceutico, gomma-plastica e metalmeccanico mostrano segnali favorevoli, mentre la moda resta il comparto più fragile, sia sul fronte produttivo sia su quello degli ordini.
Contesto nazionale e internazionale
Tuttavia, le imprese varesine operano in un contesto macroeconomico incerto, rafforzato dal conflitto in corso in Iran.
Nell’Eurozona, le stime preliminari indicano una crescita del PIL intorno al +0,1% congiunturale nel 1° trimestre 2026, mentre l’inflazione è salita dal +2,6% annuo di marzo al +3,0% provvisorio di aprile, trainata dall’energia. La BCE, nella riunione del 19 marzo, ha mantenuto invariati i tassi di riferimento (2,00%), segnalando rischi al rialzo per i prezzi e al ribasso per la crescita. Sul fronte italiano, la stima preliminare ISTAT indica per il 1° trimestre un PIL in aumento del +0,2% congiunturale e del +0,7% tendenziale. Per i prezzi, la stima provvisoria di aprile porta l’inflazione italiana al +2,8% annuo, trainata dagli energetici (+9,5%) e dagli alimentari non lavorati (+6,0%), mentre l’inflazione di fondo rallenta al +1,6%.
In questo quadro, la Congiuntura Flash di aprile del Centro Studi Confindustria segnala un peggioramento dello scenario per effetto dei rincari energetici, del calo della fiducia e delle tensioni connesse al Medio Oriente.
Gli impatti delle tensione mediorientali sulle imprese di Varese
L’indagine del Centro Studi di Confindustria Varese ha previsto anche un focus specifico sugli impatti che le tensioni in Medio Oriente, hanno sulle imprese del territorio. Risultato: lo scenario locale conferma che il canale principale di trasmissione del conflitto sulla produzione varesina passa dai costi. Il 61,5% dei rispondenti valuta l’impatto del conflitto come significativo e di lunga durata e un ulteriore 30,8% lo considera moderato; tra le conseguenze più segnalate emergono l’incremento dei costi energetici (87,2% dei rispondenti), dei costi di trasporto, logistica e assicurazione (74,4%) e la contrazione della domanda sui mercati esteri (35,9%). Il 56,4% delle imprese ritiene che l’aumento dei costi energetici avrà un impatto rilevante sul margine operativo. Ne deriva una lettura prudente delle previsioni: le attese sulla produzione per il secondo trimestre restano positive, ma sono accompagnate da forte incertezza sull’evoluzione dei fattori di rischio nei prossimi 3-6 mesi.
Produzione
Sotto il profilo a consuntivo, nel primo trimestre 2026 il saldo complessivo delle risposte (calcolato come la differenza tra la percentuale di imprese che dichiarano un aumento e quelle che dichiarano una diminu zione della produzione rispetto al trimestre precedente) è stato pari a +26,9 punti percentuali. Prevale la quota di imprese che dichiara un aumento della produzione (48,5%), seguita dalla stabilità (29,9%) e dalla diminuzione (21,6%). Il risultato è sostenuto soprattutto da chimico-farmaceutico e gomma-plastica, mentre il metalmeccanico mostra una crescita più moderata e la moda torna in territorio negativo. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta in media al 74,0%, in lieve riduzione rispetto al 76,0% del trimestre precedente.
Le previsioni sulla produzione per il secondo trimestre 2026 risultano complessivamente orientate alla stabilità, con un saldo delle risposte pari a +22,5 p.p. e una distribuzione delle attese così composta: il 30,9% delle imprese si aspetta un aumento, il 60,7% stabilità e l’8,4% una diminuzione. Il focus Medio Oriente segnala che quasi la metà delle imprese considera ancora difficile prevedere l’evoluzione dei principali fattori di rischio nei prossimi 3-6 mesi. Le attese sono particolarmente favorevoli nel chimico-farmaceutico e nel meccanico, mentre la moda continua a distinguersi per un orientamento molto più prudente.
Ordini
Alla fine del primo trimestre 2026, la dinamica del portafoglio ordini totale evidenzia per il 49,1% delle imprese un aumento rispetto alla fine del trimestre precedente, per il 34,4% una stabilità e per il 16,5% un calo, con un saldo positivo pari a +32,6 punti percentuali. Anche il quadro degli ordinativi esteri torna in territorio positivo: il 39,7% delle imprese segnala un aumento, il 41,5% una stabilità e il 18,8% una diminuzione, con un saldo pari a +20,9 p.p. Il dato è tuttavia eterogeneo tra le filiere: chimico-farmaceutico, gomma-plastica e metalmeccanico mostrano saldi positivi, mentre la moda continua a risentire della debolezza della domanda. Le tensioni in Medio Oriente restano un fattore di rischio perché agiscono simultaneamente su costi energetici, logistica, tempi di consegna e marginalità.
Mercato del lavoro
Nel primo trimestre 2026, a livello provinciale, l’INPS rileva che nel comparto industriale sono state autorizzate 1.852.582 ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, in calo sia rispetto alle ore autorizzate nel primo trimestre 2025 (-39,6%), sia rispetto alle ore autorizzate nel quarto trimestre 2025 (-39,7%). Complessivamente (considerando la cassa integrazione ordinaria, quella straordinaria e quella in deroga) nel primo trimestre 2026 sono state autorizzate 8.842.476 ore di Cassa Integrazione Guadagni nel comparto industriale, in forte aumento sia rispetto alle ore autorizzate nel primo trimestre 2025 (+140,2%), sia rispetto alle ore autorizzate nel quarto trimestre 2025 (+77,9%).
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