LA VISITA
Ispra, dal reattore al prato verde
L’impianto sarà demolito. Ma l’assessore Cattaneo rilancia: «Non possiamo rinunciare ideologicamente al nucleare»
Fra vent'anni al posto del reattore Essor nel Joint Research Center di Ispra ci sarà un prato verde: l’impianto in cui dal 1969 al 1983 sono state effettuate ricerche innovative sui vari utilizzi dell'energia nucleare verrà demolito, completamente.
Questa mattina, venerdì 29 aprile, l'impianto ha aperto le porte per Prealpina, dando anche l'occasione per una riflessione sulla diversificazione delle fonti di energia.
«Non possiamo più permetterci di pensare di rinunciare ideologicamente al nucleare - ha detto l'assessore regionale all'Ambiente, Raffaele Cattaneo - in una fase in cui stiamo procedendo a livello europeo alla decarbonizzazione è un controsenso».
Tanto più che gli impianti di quarta generazione hanno target di sicurezza molto elevati e sono di ridotte dimensioni: «Il futuro è rappresentato dagli small modular reactor - ha spiegato Paolo Peerani, capo dell'Unità di Nuclear Decomissioning - Noi siamo pronti, non appena le autorità italiane ci rilasceranno le autorizzazioni».
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