IL LIBRO
«Ho convinto Del Torchio a scrivere»
Luca Confortini è dietro l’opera dell’ex missionario rapito: «Ora vorrei trarne una serie tv»
Decisamente poliedrico, stavolta Luca Confortini, originario di Ispra, ci mostra il suo lato di agente letterario. Nella sua carriera ci sono anche il ruolo di manager (fondatore della Del Fuego Artist Management), ma anche quello di attore. Tornando alle operazioni letterarie, è appena uscito “Guardavo il cielo” (Piemme) di Rolando Del Torchio, nativo di Angera, finito per sei mesi nelle mani dei terroristi islamici Abu Sayyaf, nella giungla filippina. Per anni, Del Torchio è stato un padre missionario. Smessa la tonaca, stava gestendo un ristorante a Dipolog, ma durante una festa sette uomini armati irrompono nel ristorante e lo trascinano in un incubo durato 181 giorni.
Confortini racconta: «Era una storia vissuta come un libro scritto, come un film in cui la realtà va oltre la finzione. Una storia vera talmente potente che non poteva non essere raccontata. Ovviamente per lui non è stato facile cancellare i traumi. Così - prosegue Luca - sono passati un paio di anni di difficile recupero psicofisico, nei quali io sentivo Rolando e lo spronavo, delicatamente, a scrivere quel libro che già era una storia potente che bisognava solo mettere su carta. Per me questo poteva rappresentare un riscatto per lui, forse alleggerendo il solco dei segni che la prigionia aveva lasciato nella sua anima».
Confortini spiega che, complice la pandemia che ha bloccato Rolando in Italia, l’occasione è arrivata. «Ho scritto a Stefano Peccatori, la principale figura dirigenziale di Mondadori, Piemme e Sperling & Kupfer: quando ha letto la mia introduzione alla storia ha subito voluto organizzare una videocall con Rolando. Per me questo libro è un sogno realizzato e vorrei coronarlo con una serie tv. Rolando, oltretutto - racconta - è cugino di mia madre, quindi lo conosco fin da quando ero piccolo e lo ammiravo anche per la sua scelta di missionario, un uomo al servizio dei bisognosi».
Tra i recenti successi come agente letterario di Confortini c’è anche quello relativo a “Libro” (Mondadori Electa) di Maccio Capatonda, con cui Luca aveva lavorato anche in veste di attore nella serie “Mario”. «“Libro” è stata una rivelazione ulteriore del talento di Maccio come scrittore - spiega -: quando ho letto le prime 10 pagine sono rimasto incantato e ho pensato: Maccio è davvero un fenomeno, ha ideato un linguaggio letterario innovativo». La promozione, tra l’altro, è stata effettuata attraverso i video di chi ha comprato il libro, un’altra idea sicuramente originale. «Nell’epoca in cui si sta tutto il tempo sui social - spiega - vendere un libro significa vendere un reperto di cui non tutti conoscono le funzioni. A breve usciremo con un “bundle” (operazione in cui si vendono insieme due oggetti distinti, ndr), cioè il libro con allegato un taccuino».
Tornando a “Guardavo il cielo”, Confortini spiega che «oggi Rolando è sotto sorveglianza dei servizi segreti per via della sua importantissima testimonianza, ma anche per il rischio che ancora corre. Soprattutto dopo l’uscita di un libro del genere. Ora è alla guida di un bar confiscato alla ‘ndrangheta, nel milanese, che si chiama “Alla luce del sole”. La sua missione di “operatore di bene” continua».
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