IN TRIBUNALE
«La accompagniamo a casa». Poi la derubano
Si fecero offrire il pranzo e poi fuggirono con 200 euro. Coppia varesina va a processo per furto in abitazione
«Buongiorno signora. Venga, la accompagniamo noi a casa». L’anziana, classe 1929, accettò il passaggio e, per sdebitarsi, offrì persino il pranzo alla coppia di conoscenti. Che, alla fine, le rubarono i soldi con cui la donna avrebbe dovuto pagare il conto del dentista. Coppia che, in seguito alla denuncia della pensionata, è finita a processo per furto in abitazione, reato per cui rischiano da quattro a sette anni di reclusione.
PASTA FRESCA E CIOCCOLATO
La vicenda, datata novembre 2023, è avvenuta nel quartiere varesino di Belforte. La vittima era appena uscita dallo studio dentistico e incontrò un uomo e una donna - conviventi, rispettivamente di 67 e 65 anni - che lei conosceva in quanto residenti nella stessa zona e con i quali spesso scambiava quattro chiacchiere al supermercato o dal panettiere. I due si offrirono di portarla a casa in auto. L’anziana si fidò e, una volta arrivati a destinazione, invitò la coppia a entrare nella sua abitazione. Li fece accomodare in salotto e offrì loro del cioccolato e della pasta fresca che aveva in frigorifero. «Dovrò tornare dal dentista perché non ho ancora pagato», si lasciò scappare la nonnina, che aveva messo due banconote da cento euro sotto un vaso sul tavolino attorno al quale si erano seduti tutti assieme.
LA DISTRAZIONE E LA FUGA CON I SOLDI
Ma approfittando di un suo momento di distrazione - questa l’accusa - i due si impossessarono di quei soldi, per poi andarsene in fretta e furia. Quando capì di essere stata derubata, l’anziana non si diede per vinta e si mise alla ricerca dei finti benefattori; li rivide in pasticceria e chiese loro di restituirle il denaro. L’uomo promise di farle riavere tutto, ma in realtà non si fece mai più vedere né sentire. E così la novantaseienne si rivolse alla Questura, dove le fu mostrato un album fotografico nel quale riconobbe i volti della coppia.
L’ANZIANA CHIEDE I DANNI
Il caso è approdato ieri, martedì 17 febbraio, nell’aula del giudice dell’udienza preliminare Rossana Basile che, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Giangavino Contu, ha rinviato a giudizio i due imputati, ai quali viene contestata l’aggravante della minorata difesa, cioè di aver approfittato dell’età della vittima. Vittima che - assistita dall’avvocato Gigliola Guglielmi - si è presentata a Palazzo di giustizia per costituirsi parte civile nel processo. Il difensore, l’avvocato Paolo Conti, ha invece messo in dubbio il riconoscimento sia dei presunti ladri (identificati attraverso foto dell’Anagrafe risalenti a molti anni prima), sia della loro auto (la donna parlò di una Fiat, mentre i due avevano una Nissan). Questioni che saranno affrontate nel dibattimento.
© Riproduzione Riservata


