LE PELLICOLA
La riscoperta della Jena, cult movie immortale
Varese, serata al Miv dedicata al film “La Jena in Cassaforte”. Gli aneddoti e le rivelazioni
Ci sono storie che sembrano scritte dal destino. Come quella di una piuma persa, di una stanza proibita e di una diva d’altri tempi. Durante la “riscoperta” al MIV di Varese del cult movie del 1968 “La Jena in Cassaforte“, diretto da Cesare Canevari e girato interamente a Villa Toeplitz, è emerso un aneddoto da vero thriller. Ospite della serata è stata infatti la celebre attrice Marina Castelnuovo, sosia ufficiale di Liz Taylor, che per l’occasione ha indossato un abito di scena del film. Proprio quell’abito fu protagonista, all’epoca delle riprese, di un piccolo “giallo“: perse una piuma all’interno dell’unica stanza della villa rigorosamente preclusa alle riprese. Quella piuma venne ritrovata solo in seguito dalla padrona di casa dell’epoca, la signora Mocchetti, come traccia indelebile di un passaggio segreto.
Un talk show spumeggiate
La riscoperta della Jena, iniziata nel pomeriggio di lunedì 18 maggio con una proiezione dedicata alle associazioni, si è trasformato in un talk show spumeggiante e ricco di colpi di scena. A riaccendere i riflettori sulla pellicola è stato un parterre di esperti guidato da Ninì Della Misericordia, amministratore unico della Fering Produzione Cinematografica di Milano, e Diego Pisati, firma de La Prealpina, giornalista esperto e primo testimone del ritrovamento della pellicola. Insieme a loro anche Marco Castiglioni, direttore del museo dedicato ai celebri fratelli esploratori e “ultimo custode” di Villa Toeplitz, dato che il museo ha sede proprio nella dimora. Chicca della serata, una video-intervista d’archivio in cui lo stesso Canevari ha svelato la genesi della produzione.
Il legame col territorio
Il legame tra la pellicola e il territorio è emerso chiaramente dalle parole di Matteo Sacchetti, che ha definito Villa Toeplitz non un semplice sfondo, ma un vero e proprio personaggio del film, protagonista assoluta di ogni scena. E a proposito di dettagli tangibili, Ninì Della Misericordia ha stupito il pubblico mostrando un autentico mattone del vecchio garage della villa, il set in cui nella finzione cinematografica si consumano ben tre omicidi.
Un film in viaggio
Ma la Jena non ha alcuna intenzione di restare confinata nel passato. Il film continua a vivere e a viaggiare, tanto che di recente è volato fino in California per essere digitalizzato in un nuovo formato. Una catena di coincidenze incredibili che ha toccato il culmine proprio nella data della proiezione, anniversario della scomparsa di Beniamino Zanin (in arte Ben Salvador), uno degli attori del film: in sala, visibilmente emozionato, era presente il figlio Francesco. Luca Broggini, presidente della Famiglia Bosina, non ha escluso che pur fra le tante proprie attività già in essere (vedi il Carnevale, la Festa di San Vittore, etc.), non si possa escludere una compartecipazione di associazioni per un Festival del Cinema di Varese. Infatti Diego Pisati ha ricordato che a Varese i Cortisonici hanno già maturato, da anni, una buona esperienza di cinema e di pubblico. Intanto, diversi presidenti di associazioni hanno chiesto a Ninì di proiettare Una jena in cassaforte, per i propri soci, anche nelle loro sedi.” Si vedrà, ma, comunque, La jena colpisce ancora!
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