ROMA
Lda e Aka 7Even pronti per Sanremo, 'per il Sannazaro contate su di noi'
(di Cinzia Conti)
(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Fieri della loro napoletanità ("è una
città che si merita il successo che sta avendo"). Contenti di
far parte della nutrita squadra di artisti made in Campania a
Sanremo ("Sal da Vinci è come uno zio, con gli altri siamo
amici, è un po' una rivincita"). Pronti a portare sul palco
nella serata delle cover una leggenda come Tullio De Piscopo che
poche ore prima festeggerà gli 80 anni. Lda e Aka 7even arrivano
al festival per la prima volta insieme con la spensieratezza dei
loro 22 e 25 anni e la forza della loro amicizia, nonostante
siano molto diversi tra di loro come origini, come carattere e
anche come tipo di musica. Anche se a turbarli in queste ore c'è
la grande ferita del rogo al teatro Sannazzaro: "È proprio una
tragedia. Lo conosco molto bene - dice Lda - e sono molto
affezionato al Sannazaro. Sarei super pro alla proposta che ha
fatto qualcuno di riservare una parte dei proventi di Sanremo
per ricostruirlo. E qualora servisse un aiuto di tutti i tipi,
noi due rispondiamo Presente! Mi sembra il minimo". Gli fa eco
Aka 7even: "È a disposizione anche la nostra musica, la nostra
voce. Realizzare un concerto per il Sannazaro".
Sulla genesi del brano di Sanremo dicono: "Avevano finito il
tour estivo e stavamo a casa per ridere, scherzare, rilassarci
un attimo. Andiamo in studio così, ma dopo un po' sentiamo che
c'era qualcosa di serio nell'aria. E nasce Poesie Clandestine.
Poi c'è stato tutto il lavoro sul disco omonimo che è stato
praticamente preparato in 16 giorni, contiene 10 pezzi ed esce
il 6 marzo".
La prima regola che i due giovani si sono dati è stata
mettere davanti la verità, "cioè quello che noi siamo, il modo
in cui percepiamo l'amore, che è uno dei temi principali del
disco. Abbiamo fatto un lavoro in cui ci siamo messi a nudo, ma
senza aspettative. Troviamo varie sfaccettature, dal
cantautorato al latin, addirittura al pop radio, è veramente
molto variegato. Anche un po' questa sfumatura cantautorale: in
alcuni pezzi abbiamo messo da parte il genere che tocchiamo
soggettivamente nei nostri progetti da solisti". E una cosa che
tengono molto a sottolineare: "Prima che pensiate 'questi qua
sono usciti pazzi' vogliamo dire che per questo disco abbiamo
separato totalmente i nostri progetti singoli. Perché comunque
io ero partito da un progetto totalmente R'n'B - dice Lda - e io
continuerò il mio progetto totalmente R'n'B da solista". "Io ho
fatto il mio progetto urban e continuerò col mio progetto urban"
aggiunge Aka 7even.
Le radici napoletane vengono finalmente alla luce in Poesie
Clandestine: "Possiamo dire che è la prima volta che cantiamo
napoletano a tutti gli effetti, è arrivato pure il momento. Noi
siamo napoletani veramente. Finora non era successo per tante
motivazioni. E quindi sono stato sempre un po' restio nel
cantare il napoletano, perché tra l'altro mi dovevo subire per
l'ennesima volta determinate cose" ammette Lda. E continua:
"Dopo un po' ho detto basta, faccio quello che mi piace. Io
parlo napoletano, io sono un po' come Emanuele Geolier disse in
un'intervista: io penso in napoletano, quando parlo in italiano
è perché mi sforzo".
La maggior parte dei pezzi segue il flusso con il quale i due
artisti sono cresciuti musicalmente. "Da Pino Daniele - racconta
Aka 7even - a parti dei pezzi dove c'è anche un po' di Alex
Baroni. Non che io mi stia paragonando a Alex Baroni, perché
sono un'unghia del suo piede. Io sono cresciuto con la sua
musica e anche involontariamente questa cosa influisce sul
nostro lavoro in studio. La cosa che personalmente mi piace del
disco è che puoi trovarci di tutto. Perché puoi ballare,
piangere, ridere, portare nostalgia, un pensiero. Anche il fatto
che abbiamo un po' ripreso, su Maledetta voglia di te, quello
che epocalmente era il genere napoletano. Cioè il ritornello è
un po' quella roba blues".
Per la serata cover portano sul palco Tullio De Piscopo e
Andamento Lento: "È una leggenda vivente. Siamo cresciuti con
lui e Pino Daniele. Tullio è un'istituzione, ce lo invidiano a
livello mondiale. E poi, non so se si può dire, ma rompe il c...
a tanti batteristi ancora oggi a 80 anni".
Sull'Eurovision non hanno dubbi che la questione sia
prematura: "Ma secondo voi vincimmo? - dicono in napoletano -
Guarda, non ci siamo proprio posti questo problema perché solo
il FantaSanremo possiamo vincere...". E su questo promettono
battaglia e dicono "che faranno di tutto".
Immancabile per Lda la domanda su quali consigli gli abbia
dato il padre Gigi D'Alessio per la gran prova Sanremo: "A
livello artistico non mi ha detto niente, perché alla fine siamo
tanto diversi. Come padre invece mi ha dato consigli d'oro, di
vivermela serenamente, di essere Luca, di stare sempre
tranquillo e di non dare per scontato tutto quello che mi sta
accadendo e ci sta accadendo. E ripeto, di essere sempre me
stesso perché ci sarà sempre chi mi vuole bene e chi mi
schiferà. Ah, e di 'metteme 'a sciarpa'".
Curiosità anche su Dio, citato più di una volta nei brani.
Aka 7even racconta che a 7 anni è finito 7 giorni in come per
un'encefealite fulminante: "Da qui anche il mio nome e ci ho
scritto anche un libro. Il mio corpo è praticamente tutto pieno
di tatuaggi religiosi, disegni religiosi. Io ho avuto, nella
sfortuna, la fortuna di vedere in quei giorni qualcosa che va
oltre... Ho un legame profondo con la religione che però non
cerco di inculcare, non sono il messia, ma una persona che vive
la religione interiormente. Prego con me stesso, prego con Dio,
ci parlo e mi fa stare bene. È un benessere". (ANSA).
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