L’ANALISI
L'ex arbitro Minelli: «Avvertivamo trattamento diverso»
Il "fischietto" di Casciago interviene sull'inchiesta
Il mondo degli arbitri continua ad essere sotto la lente d’ingrandimento per l’indagine della Procura della Repubblica di Milano nella quale sono accusati di ipotesi di concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi, e gli addetti al Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, oltre a Daniele Paterna, indagato per false informazioni al pm. Tutto nasce dall’esposto di Domenico Rocca, l’ex guardalinee di A e B che, sabato scorso, aveva pubblicato sui propri social la frase «chi di spada ferisce, di spada ferisce».
Quella frase, tra i commenti, aveva ricevuto l’appoggio di alcuni ex colleghi. Segno di un malcontento nei confronti dei vertici Aia, con tanto di contenziosi da parte di chi è uscito dal gruppo arbitrale con molto fragore.
Daniele Minelli, 44 anni, ex arbitro di Casciago ritiratosi a luglio 2025, ha sottolinea come «da dentro è evidente il fatto che qualcuno poteva sbagliare di più senza essere fermato e altri, invece, sbagliavano un minimo e venivano fermati. Avvertivamo un trattamento diverso, l’ho vissuto sulla mia pelle». Un sistema, ha aggiunto all’Ansa, che «si potrae negli anni e sta portando a pessimi risultati perché si selezionano gli arbitri non correttamente. Per ciò che ho vissuto è un sistema totalmente da rivoluzionare».
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