L’INCUBO
Il dolore e i cioccolatini ai carabinieri: la mattinata di un padre sconvolto
Il giorno dopo la tragica rapina a Lonate Pozzolo. Francesco Rivolta: «Mio figlio si è soltanto difeso. Grazie a Salvini per la vicinanza»
Erano passate da poco le 8. Questa mattina, giovedì 15 gennaio Francesco Rivolta è andato in edicola a Sant'Antonino in via Madonna. Aveva le lacrime agli occhi e piangeva. Ha acquistato La Prealpina e si e' avviato verso casa, la villa famigliare di via Montello 8 dove ieri verso le 11 due ladri sono entrati in casa e hanno aggredito a calci e pugni il figlio - il trentatreenne Jonathan Rivolta - che si è difeso e ha accoltellato uno dei malviventi, morto poco dopo. Queste le prime parole del padre. «Mio figlio ora sta dormendo, voglio ringraziare il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini per la sua vicinanza e solidarietà». Poi di prima mattina - in una via Montello affollata di troupe televisive e giornalisti - sono arrivati per una visita di sostegno e vicinanza alla famiglia il sindaco Elena Carraro e il suo vice Andrea Colombo ringraziati dalla famiglia per la loro presenza.
I CIOCCOLATINI AI CARABINIERI
Lo stesso papà Francesco è rincasato verso le 10.15. Era attorniato da una folla di cronisti. Prima si e' limitato a un «Non ho niente da dire», poi si e' avvicinato ai carabinieri nei pressi dell'abitazione e ha dato loro alcuni cioccolatini. E ha detto. «Non è possibile, come è stato possibile». Infine, comprensibilmente sconvolto e addolorato, ha invitato più volte i giornalisti ad andare via. Prima di rientrare ha scandito queste parole. «I sinti sono entrati in casa nostra, i sinti rubavano nella nostra abitazione. Mio figlio si è soltanto difeso».
LA VICINANZA DI SANT’ANTONINO
Tutta Sant'Antonino si stringe a una famiglia perbene. E a Jonathan «un bravissimo ragazzo dal cuore d'oro, cresciuto qui e amante della sua famiglia». Due lauree, un ricercatore universitario con le passioni dell'escursionismo e delle arti marziali. Una persona capita e compresa, una famiglia che sa e sente di non essere sola. Tutti i residenti lo ripetono all'unisono. «Jonathan si e' difeso, non aveva scelta, ha fatto bene e siamo dalla sua parte».
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