PROCESSO D’APPELLO
Luino, apre un profilo Fb, picchiata dal marito
L’uomo ha ottenuto un piccolo sconto di pena e anche la sospensione
Quando il web fa danni. No, non stiamo parlando dell’uso smodato e patologico di computer, tablet e cellulari. C’entra invece un banalissimo profilo Facebook. Fino a qui, niente di strano. Se non fosse che la donna che l’ha aperto, una marocchina residente a Luino, si era iscritta alla piattaforma social senza dirlo al marito, un suo connazionale, oggi cinquantenne. Un affronto per quell’uomo che definire molto geloso è poco.
Non appena era venuto a conoscenza di quel profilo, aveva fatto di tutto per leggere i “post” inseriti, dopodiché aveva voluto che la donna cancellasse l’account seduta stante. Di fronte all’opposizione della consorte, contraria a quella che riteneva (e non a torto) una vera e propria intrusione nella sfera personale, il futuro imputato aveva perso letteralmente la testa, massacrandola di botte.
È storia dell’agosto di quattro anni fa. L’aveva scaraventata contro lo stipite di una porta del loro appartamento, che si trovava dalle parti di piazza Risorgimento, fratturandole il naso. Non contento, l’aveva anche morsa a una spalla per cercare di sottrarle il cellulare e renderlo inutilizzabile. Accorsi a seguito delle urla disperate della poveretta, i militari della vicina Guardia di Finanza si erano trovati di fronte a una donna con il volto sanguinante e i vestiti mezzi strappati. Di qui l’immediato ricovero in pronto soccorso e l’altrettanto immediato arresto del marito violento, in seguito condannato dal Tribunale di Varese per lesioni, aggravate dal vincolo di parentela e dai futili motivi, a sei mesi senza condizionale.
Pur essendo recidivo e con svariati precedenti, il magrebino ha ottenuto in appello una riduzione della pena a cinque mesi, ma soprattutto si è visto riconoscere il beneficio della pena sospesa, negata in primo grado. A favorire la prognosi (giudiziaria) favorevole del sostituto pg Laura Gay, fatta propria dalla terza Corte d’Appello di Milano, hanno inciso un paio di fattori: primo, le scuse rivolte alla moglie subito dopo l’arresto; secondo, il fatto che nell’ultimo quadriennio il ménage matrimoniale è filato via liscio.
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