IN TRIBUNALE
Incidente mortale, guardrail sotto accusa
A processo il capocentro Anas per la tragedia dell’auto che sfondò le barriere e finì nel lago Maggiore. «Erano fissate con bulloni nel terreno»
L’auto dei due pensionati varesini sfondò il guardrail sulla statale 394 e finì nel lago Maggiore dopo un volo di 15 metri. Il conducente se la cavó; la moglie, Rosina Vanetti, 68 anni, morì un mese più tardi in ospedale.
Per quell'incidente mortale, avvenuto il 12 febbraio 2016 a Colmegna, ora è a giudizio in Tribunale a Varese il capocentro di Anas; l’accusa è di omicidio colposo. La Procura contesta infatti la non corretta posa delle barriere protettive, che si aprirono come un cancello all’impatto con la Toyota Aygo. Barriere che, come ha spiegato il comandante della polizia locale Elvira Ippoliti, erano fissate con dei bulloni nel terreno e non nel cemento, come invece imposto poi dal Comune per la successiva messa in sicurezza della strada. Gli atri testimoni, il consulente del pm e l’imputato saranno ascoltati nell’udienza del 21 settembre.
Per la stessa vicenda ha già patteggiato, davanti al gup, l’esecutore dei lavori di manutenzione dei guardrail.
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