L’INTERVENTO
Massarenti attacca la sanità lombarda: «I numeri non fotografano la realtà»
Il candidato sindaco a Luino per la lista civica “La nostra Luino”: «La sanità è il diritto di non sentirsi soli davanti a una malattia»
La sanità lombarda non è quella dipinta dai numeri e dalle percentuali. Questo, in sintesi, il pensiero di Marco Massarenti, candidato sindaco a Luino per la lista civica “La nostra Luino”. «Guardando i dati che i vertici della Regione hanno presentato - spiega - sembra quasi di leggere il bollettino di un’altra regione. È un gioco di prestigio numerico che non incrocia mai lo sguardo dei cittadini che ogni mattina, telefono alla mano, provano a prenotare una visita negli ospedali del Varesotto. Ci dicono che le prestazioni urgenti sono aumentate del 21%, ma quello che non dicono è che la sanità è come una coperta troppo corta: se tiri con forza da una parte per coprire le emergenze e far bella figura nei report, lasci irrimediabilmente al freddo tutto il resto».
Per Massarenti «il vero “grande assente” in questo trionfalismo è il privato accreditato. Fontana parla di un CUP unico che gestisce più della metà delle prestazioni, ma la verità è che quel sistema è un guscio vuoto se i grandi gruppi privati continuano a tenere le loro agende ben chiuse nel cassetto, centellinando i posti per il pubblico e spalancando i portoni solo a chi paga di tasca propria. Finché la Regione non avrà il coraggio di obbligare chi riceve miliardi di fondi pubblici a mettere ogni singolo appuntamento online, il cittadino continuerà a sentirsi dire che “non c’è posto”, mentre magari nella clinica a fianco la lista è vuota per chi ha la carta di credito pronta».
Le difficoltà dei medici di base
Massarenti si sofferma anche sul «dramma silenzioso di chi la sanità la fa davvero. Mentre dai palazzi di Milano si parla di “governance rafforzata”, i nostri medici di base combattono ogni giorno con un sistema informatico, il SISS, che cade a pezzi, bloccandosi continuamente e trasformando una prescrizione in un’odissea burocratica. Non è solo un problema tecnico, è mancanza di rispetto per il tempo dei medici e per la salute dei pazienti. In un territorio di confine come il nostro, dove la Svizzera è a un passo e offre condizioni umane e professionali diverse, continuare a ignorare queste criticità strutturali significa condannare Luino e le valli allo spopolamento sanitario».
Per il candidato sindaco a Luino «i risultati “concreti” di cui parla la Regione sono percentuali che non curano nessuno. La realtà è fatta di persone che devono scegliere se aspettare un anno per un controllo o rinunciare a un pezzo di stipendio per curarsi subito. Non servono metodi e responsabilità citati nei congressi, serve la trasparenza totale delle agende e un sistema che funzioni almeno quanto quello che ci viene promesso ogni volta in campagna elettorale. La sanità non è un foglio Excel, è il diritto di non doversi sentire soli davanti a una malattia».
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