LA NOMINA
Fratelli d’Italia riparte da Luino con Sgarbi
E’ lui il nuovo presidente del circolo della zona. Pellicini: «Nomineremo anche i coordinatori cittadini»
Con la nomina a presidente del circolo della zona di Luino di Dario Sgarbi, già assessore al Bilancio per dieci anni nella cittadina in riva al Verbano, e con l’acclamazione a presidente onorario di Mario Contini, che ha traghettato il partito dall’Msi passando per An alla realtà di oggi, Fratelli d’Italia ha iniziato ieri la sua “maratona” di 36 congressi cittadini da completare entro la fine di marzo.
PRESIDENTE E DIRIGENTI DI FIDUCIA
«Ogni circolo - spiega il segretario provinciale, l’onorevole Andrea Pellicini - avrà poi un consiglio composto, oltre che dal presidente, da due dirigenti di sua fiducia e da altri quattro scelti durante il congresso - a Luino saranno Pier Francesco Buchi, Paolo Enrico, Stefano Locatelli e Nicola Cerinotti, ndr -. L’obiettivo, dopo che l’anno scorso erano stati votati i presidenti provinciali, quest’anno è quello di nominare i coordinatori cittadini: all’inizio non saranno del singolo comune ma della cittadina più importante della zona e dei comuni attorno, poi l’idea è di arrivare proprio alla nomina di un presidente comunale per ogni municipalità, quando la singola sezione del paese supererà i dieci iscritti».
LA VOGLIA DI CRESCERE
Al momento, precisa lo stesso Pellicini, gli iscritti a Fratelli d’Italia in provincia di Varese sono oltre 1.200, ma è evidente che c’è la profonda convinzione di poter crescere ancora.
Tra di essi c’è il sindaco di Daverio Marco Colombo, che traccia un bilancio del suo primo anno e mezzo di tesseramento: «Inizia la stagione provinciale dei congressi comunali. Personalmente dopo trenta anni di politica mi sento come un alunno che si presta a un ulteriore nuovo giorno di scuola. Dimenticata l’avventura europea, si torna a lavorare per il bene del nostro territorio e questo primo congresso mi fa tornare indietro a tante tappe importanti che hanno contraddistinto la mia vita politica e che contraddistinguono la crescita di un partito e di una classe dirigente che vuole definirsi tale. Non si tratta di mostrine alla Totò, ma di riconoscimenti sul campo, di tante figure che esprimono percorsi personali amministrativi e politici, che arriveranno nei prossimi giorni ad essere eletti in rappresentanza di una vecchia militanza, di una nuova che esprime a sua volta propri curricula, frutto di anni di lavoro sul campo e di nuove figure che si stanno approcciando alla politica con sano pragmatismo, fatto di voglia di imparare e spirito di servizio.Questo a mio avviso è Fdi, un partito con radici solide, che ha saputo includere e sta includendo personalità che saranno utilissime alla sua crescita, consce che come me, arrivato da poco, il rispetto dell’organigramma gerarchico e della militanza devono essere capisaldi in modo assoluto, oltre alle competenze che ognuno di noi può portare».
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