CAMBIO SOCIETARIO
Il futuro della maison Missoni: «Garantita la presenza sul territorio»
Le parole degli eredi dei fondatori del marchio. «Le nostre produzioni specifiche sono a Sumirago»
Il nuovo assetto societario (con il Fondo Strategico Italiano nel ruolo di socio di maggioranza) segna una tappa decisiva nella storia della maison Missoni, ma non modifica il legame con il territorio. La conferma è arrivata giovedì mattina, 5 marzo, da Luca Missoni, erede dei fondatori del marchio, che ha spiegato le ragioni della scelta: «Decisioni che sono parte di un percorso di crescita dell’azienda che richiede degli investimenti e di altre dimensioni».
CAMBIO DI ASSETTO
L’operazione prevede l’avvio di una partnership industriale con le famiglie Fassin – di origine siciliana – e Bachmueller, che acquisiscono circa il 25% attraverso la holding Katjes Quiet Luxury. Un passaggio che punta a rafforzare la struttura finanziaria e sostenere lo sviluppo internazionale del brand. Nonostante il cambio di assetto, la famiglia ha voluto rassicurare dipendenti e territorio: «Sarà garantita la presenza sul territorio italiano».
LEGAME CON IL TERRITORIO
Luca Missoni ha poi sottolineato l’importanza della tradizione produttiva locale e delle tecniche che hanno reso celebre il marchio. Un esempio sono i macchinari e i telai che, come spiega l’erede della casa di Moda, i suoi genitori usavano già dagli anni 60 e da cui sono nate iconiche zigzag. «Le nostre produzioni specifiche sono a Sumirago con dei telai difficilmente replicabile anche in altri territori italiani per questo – rassicura Missoni – è stata garantito la produttività sul territorio». La famiglia continuerà inoltre a custodire il patrimonio storico e culturale del marchio attraverso la fondazione e l’archivio, mantenendo saldo il legame con l’eredità creativa che ha reso Missoni un simbolo del Made in Italy.
L’EVENTO A VILLA PANZA
«Per fortuna siamo rimasti in Italia». È quasi con un sospiro di sollievo che Angela Missoni, figlia di Rosita e Ottavio Missoni, giovedì sera a Villa Panza di Varese – a margine del secondo appuntamento della seconda edizione di “Voci di Varese” promosso dal FAI – ha commentato la notizia, intervistata da Luca Stoppini, art director di Vogue Italia per più di 30 anni.
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