LA TRAGEDIA
Maledetta galleria: buio, velocità e sorpassi
Dubbi sulla sicurezza e commenti sui Social. Sotto accusa a Induno Olona il luogo dell’incidente mortale
La tragedia di martedì 19 maggio ha riacceso i fari su un punto noto: la galleria Madonna di San Bernardino, lungo la Statale 344, nel tratto tra Arcisate e Induno. Qui ha perso la vita Fabio Posa, 38 anni, frontaliere di Venegono Inferiore, la cui moto si è scontrata con un’auto. Il dolore ha subito riportato al centro la domanda sulla sicurezza di quel tratto. La galleria, per chi la percorre ogni giorno, non è un semplice passaggio tra due punti della viabilità provinciale. È uno snodo delicato, stretto fra il traffico ordinario della Valceresio, i flussi dei pendolari, il collegamento con Varese, Arcisate e il confine.
La circolazione, nelle ore di punta, diventa spesso complessa. La chiusura della Statale dopo lo schianto ha mostrato ancora una volta quanto fragile sia l’equilibrio del traffico: bastano poche ore di stop per mandare in sofferenza l’intera zona, con rallentamenti, deviazioni obbligate e traffico riversato sulle strade alternative.
Nei commenti apparsi sui social dopo la notizia, accanto al cordoglio per la vittima, sono tornate parole ricorrenti: buio, sorpassi, velocità, fari spenti, doppia linea continua, paura. C’è chi chiede più illuminazione, chi invoca telecamere e controlli, chi parla di separatori di corsia, chi ricorda altri incidenti e chi sottolinea come in quel punto la prudenza dovrebbe essere la prima regola. Queste osservazioni sono il termometro di una percezione diffusa: quella galleria viene vissuta da molti automobilisti e motociclisti come un punto critico.
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