L’INTERVENTO
«Mercosur da rivedere, la nostra agricoltura va tutelata»
L’europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri ribadisce le proprie convinzioni dopo il rinvio dell’accordo commerciale al giudizio della Corte UE
Isabella Tovaglieri accoglie con favore l’esito della votazione del Parlamento europeo sul accordo commerciale UE-Mercosur e il conseguente passaggio dello stesso sotto il giudizio della Corte di giustizia dell’Unione europea. «Il Made in Italy si difende tutto insieme, senza compromessi al ribasso: non si svende un pezzo alla volta, abbandonando un settore strategico per favorirne altri, perché l’economia italiana è una filiera integrata che deve essere salvaguardata nella sua interezza, con coerenza e determinazione» La ratifica dell’accordo è stata bloccata con la decisiva presa di posizione della Lega e «ora sarà la Corte di Giustizia a valutarne la compatibilità col diritto comunitario e sarà possibile intervenire per mettere nero su bianco, come abbiamo sempre chiesto, maggiori tutele per la nostra produzione, in particolare per il comparto agricolo».
«Posizione coerente»
«Una posizione - rivendica Tovaglieri - “coerente con quanto fatto in anni di lavoro in Commissione Industria a favore del nostro tessuto produttivo, a tutti i livelli. La difesa della manifattura mi sta a cuore da sempre e l’ho dimostrato con le mie battaglie contro le dannose e assurde follie green su case e automotive, promosse e sostenute anche da partiti come PD e Forza Italia, nei confronti dei quali non mi sembra di aver mai visto un simile trattamento polemico da parte degli stessi rappresentanti di categoria sul territorio. Ma tutelare l’industria non può comportare l’abbandono della nostra agricoltura. Non accetto che si buttino a mare interi settori della produzione primaria - come quello del riso, che rischia la sopravvivenza di fronte all'importazione a dazio zero dal Mercosur - e che si metta a repentaglio la nostra sicurezza alimentare per sostenere un accordo che è sbagliato nelle modalità e che va rivisto. Penso all’errore delle clausole di salvaguardia relegate fuori dal trattato e sgradite ai Paesi del Mercosur, ma anche al fatto che si sarebbero potuti perseguire intese settoriali su investimenti o materie prime critiche, o escludere prodotti agricoli sensibili come per l’accordo in fase di definizione con l’India».
«Accordo più equo»
«Ora l'auspicio è che si possa rivedere questo accordo per renderlo più equo e più giusto per gli interessi del nostro Paese. Perché, in un momento di forti tensioni geopolitiche, indebolire il nostro settore agroalimentare significa rendere l’Italia più vulnerabile sullo scacchiere internazionale. E un’Italia più esposta alle instabilità, alla lunga, danneggia tutti, anche quei settori che nell’immediato potrebbero beneficiare dell’accordo UE/Mercosur. Un film già visto ai tempi della crisi energetica che non vorremmo si ripetesse in futuro. Io di certo continuerò a battermi anima e corpo per la manifattura del nostro territorio, come ho sempre fatto dal primo giorno in cui ricopro il ruolo di europarlamentare e di membro della commissione Industria, e continuerò ad essere disponibile a dialogare, possibilmente di persona e non via social, con tutti coloro che rappresentano le istanze del meraviglioso territorio di cui mi onoro di fare da portavoce a Bruxelles».
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