CASO DEL GRANDE
«Mia madre sotto choc con la testa spaccata»
Parla la figlia della donna derubata
«Mia mamma mi ha telefonato e mi ha detto “Vieni a prendermi, mi sono sentita male”. Ma quando sono arrivata al cimitero di Lentate l’ho trovata ricoperta di sangue, con la testa rotta, e sotto choc. Non ricordava nulla». A parlare è Chiara De Romeri, figlia della sessantanovenne alla quale mercoledì sono state rubate le chiavi dell’auto su cui è stato poi trovato, e arrestato, a Varano Borghi, Elia Del Grande.
Per questo motivo il cinquantenne - che è già stato in carcere 26 anni per l’omicidio di madre, padre e fratello a Cadrezzate e che il giorno di Pasqua non ha fatto rientro nella casa lavoro di Alba in cui stava scontando una misura di sicurezza - ora è accusato anche di rapina e lesioni aggravate.
«Sangue sulla tomba»
Il marito della pensionata è morto due mesi fa e lei va tutti i giorni a pregare e cambiare i fiori sul sepolcro. Così ha fatto anche l’altra mattina. «Dopo la sua chiamata sono corsa al cimitero, ma non ho visto la Fiat 500L nel parcheggio e quindi mi sono preoccupata - continua la figlia - Sono entrata e ho trovato mia madre in stato confusionale. Era piena di sangue sulla testa. E c’era sangue anche sulla tomba. L’ha aggredita e lasciata con la testa fratturata. Poi ha preso l’auto ed è fuggito». Ora l’anziana è ricoverata in ospedale a Varese (nell’Osservazione Breve Intensiva del Pronto soccorso), con un’emorragia cerebrale conseguenza di un brutto trauma cranico. La prognosi è riservata.
«Violenza inaudita»
«Era convinta di essersi sentita male - prosegue il racconto - ma non rammentava nulla, se non che “c’era un uomo...”. Solo più avanti si è ricordata che quella persona era entrata nel cimitero dopo di lei e l’aveva salutata. Poi il vuoto. Secondo me è stata aggredita alle spalle». Intervistato dal Tg5, il nipote della donna, Klaus Michaelson, ha parlato di «ferocia e violenza inaudita, peraltro immotivata perché avrebbe potuto intimarle di consegnargli le chiavi senza colpirla ripetutamente alla testa».
Sulla dinamica dell’aggressione indagano i carabinieri della Compagnia di Gallarate, che hanno ascoltato la donna mercoledì prima che venisse sedata. La signora ha una ferita e una frattura alla testa. Gli inquirenti, grazie anche alle telecamere e ad alcune testimonianze, ritengono di avere raccolto gli elementi per contestare a Del Grande il reato di rapina.
Spetterà eventualmente a una perizia medico-legale stabilire se quelle lesioni siano compatibili con un colpo sferrato con un oggetto (sul posto non è stato rinvenuto nulla di sospetto) o se siano conseguenza di una caduta, magari per una spinta. Quel che è certo è che poco dopo Del Grande è stato fermato proprio al volante della macchina della pensionata, messa in moto con la chiave che lei conservava nella borsetta (che invece non è stata ritrovata). «Io non l’avrei lasciato libero - conclude la figlia - C'è da rivedere qualcosa».
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