IN TRIBUNALE
Molestie in Rsa, l’oss patteggia
L’uomo si trova ancora ai domiciliari
Ha deciso di patteggiare il peruviano quarantaseienne arrestato il 23 dicembre per maltrattamenti e violenza sessuale su due anziane in una Rsa della zona. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra e l’avvocato hanno concordato una pena di due anni che dovrà essere ratificata dal gup.
Due mesi di indagini
L’uomo è ancora ai domiciliari. Gli episodi contestati sono stati documentati dalle microspie installate due mesi prima dai carabinieri all’interno della casa di riposo. Gli inquirenti avevano iniziato a lavorare al caso lo scorso ottobre in seguito alla segnalazione dei parenti di una ospite che aveva strane ecchimosi sulle braccia. A quanto pare quei lividi se li sarebbe procurata da sola compiendo movimenti inconsulti, ma monitorando le sue condizioni di ricovero i militari scoprirono cosa in realtà accadesse ad altre due pensionate, un’ottantacinquenne e un’ottantenne per niente autosufficienti, allettate, con autodeterminazione nulla e un grave decadimento cognitivo.
Perversione
L’operatore socio sanitario finito sotto inchiesta, a quanto pare le sottoponeva a trattamenti umilianti, degradanti e perversi. Innanzitutto le copriva di insulti con cattiveria insensata. In più non aveva alcuna attenzione per le loro esigenze igieniche, basti pensare all’utilizzo di un’unica salvietta detergente per le parti intime e per il viso. C’erano inoltre gli sfregi di natura sessuale: palpate, schiaffi sui glutei, abusi in senso più stretto. L’uomo nell’interrogatorio davanti al gip Anna Giorgetti preferì avvalersi della facoltà di non rispondere. Non sono venuti a galla ulteriori episodi nel corso degli approfondimenti svolti in questi mesi, quelli per i quali il gip aveva emesso la misura sembrano però più che provati, da qui la decisione di concordare la pena.
Brutta sorpresa
Alle due anziane era stato nominato un curatore speciale, per questione di privacy non è noto se siano rimaste ancora nella stessa struttura o se invece siano state trasferite in un nuovo ambiente. L’operazione condotta all’antivigilia di Natale era stata un fulmine a ciel sereno per tutti: i colleghi dell’oss, i parenti degli ospiti, la direzione della casa di riposo non erano a conoscenza di nulla. I militari, su disposizione del pm, agirono in gran segreto, perché una fuga di notizie, ancorché ingenua, avrebbe rovinato tutto.
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