LA TRAGEDIA
Morto alle Maldive, choc a Omegna
Federico Gualtieri era istruttore subacqueo. I corpi delle cinque vittime a 50 metri in una grotta
Tragedia alle Maldive dove cinque italiani che risultavano dispersi nel corso di una immersione subacquea sono stati ritrovati senza vita. L’incidente sarebbe avvenuto nell’atollo di Vaavu. Secondo le prime informazioni, i cinque turisti a bordo della Duke of York, un’imbarcazione da crociera subacquea gestita da stranieri, sono scomparsi durante un’immersione vicino ad Alimathaa. Si sono immersi nella mattinata di giovedì 14 maggio e l’equipaggio ne ha denunciato la scomparsa quando, a mezzogiorno, non erano ancora riemersi. «I subacquei – si legge in una nota della Farnesina – sarebbero deceduti per aver provato l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. La ricostruzione dell’incidente è ancora in corso da parte delle autorità delle Maldive».
LE VITTIME
I cinque italiani morti nel corso di una immersione subacquea alle Maldive sono la docente e ricercatrice dell’Università di Genova, Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino di Poirino, ricercatrice del Torinese, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri, 31 anni, nato a Borgomanero ma residente a Omegna.
UNA PASSIONE PER IL MARE
Laureato in Biologia marina, all’Università di Genova, Gualtieri si trovava alle Maldive per una ricerca scientifica. Aveva dedicato la sua tesi di laurea alla “Diversità ed ecologia dei Corallimorphari e degli Zoanthari negli atolli centrali delle Maldive”. Diverse le foto sui suoi profili social dedicate proprio agli atolli delle Maldive. «Ringrazio in primis la professoressa Montefalcone – scriveva nei ringraziamenti della tesi – per avermi offerto il suo aiuto, la sua esperienza e per aver riposto sempre grande fiducia in me e in questo lavoro. Da quando l’ho conosciuta è sempre stata la mia guida, incentivandomi a seguire i miei sogni e le mie passioni, anche se la strada da percorrere sarebbe stata lunga o difficile». Prima di arrivare a Genova, Gualtieri aveva conseguito la laurea triennale in Scienze biologiche all’Università del Piemonte orientale, nella sede di Vercelli. Il 31enne, inoltre, lavorava come istruttore subacqueo certificato Padi, la Professional Association of Diving Instructors.
CORDOGLIO A OMEGNA
«È una tragedia immane che lascia sgomenti. Federico era un amico dei miei figli ma al di là di questo era una persona certamente dinamica e attenta. Non sappiamo esattamente quanto sia accaduto ma questo non riuscirà mai a giustificare una vicenda terribile che addolora tutta la comunità di Omegna e del Cusio». Lo afferma il sindaco di Omegna, Daniele Berio. «Esprimo profondo e sincero cordoglio ai familiari di Federico e delle altre quattro vittime – conclude il primo cittadino –. Non posso immaginare nemmeno lontanamente quanto stiano soffrendo. La città di Omegna sarà vicino alla famiglia di Federico Gualtieri».
IL PARROCO: «NON ERA UNO SPROVVEDUTO»
«Anche quest’anno, come già l’anno prima, avevo incontrato Federico durante l’annuale benedizione delle case: sarà stato marzo, era solo in casa e mi aveva fatto entrare. Stava preparando la tesi di laurea. Ci siamo intrattenuti brevemente e mi aveva raccontato i suoi progetti: era entusiasta del Giappone, era un sogno, una nuova possibilità di vita, una meta attesa da tempo e frutto di anni di ricerca e studio. Oggi siamo tutti un po’ scossi». Lo racconta all’Ansa don Luca Longo, responsabile della pastorale giovanile di Omegna. «Questa mattina ho visto suo papà. È una persona di fede, l’ho trovato molto disperato. La cosa che gli dispiace di più è che in giro si leggono stupidaggini, persone che dicono che Federico fosse un turista. Invece no, non era uno sventurato: l’immersione era per i suoi studi, per le sue ricerche sui microrganismi. Sarebbe dovuto tornare domenica». In un post su Facebook, don Luca ha aggiunto: «La nostra preghiera possa ora confortare quella ferita che umanamente sarà difficile da sanare».
FULGOR OMEGNA: «SILENZIO, RISPETTO E DOLORE»
«Ci sono notizie che segnano profondamente una comunità. Che sconvolgono, tolgono il fiato ed il respiro. Federico aveva 31 anni, una vita davanti, sogni e progetti. Da parte del presidente don Angelo (Nigro, ndr), del Cda, del Consiglio, di tecnici e giocatori, dell’intero nostro ambiente, un abbraccio a papà Gianluca, nostro tifosissimo e storico abbonato, e alla mamma Manuela». Lo scrive, sui propri account social, la Fulgor Omegna, squadra di basket della città cusiana in cui, in passato, nelle giovanili, aveva giocato anche Federico Gualtieri. «La nostra società oggi si ferma e riflette – conclude il post –. Non ci saranno pubblicazioni, solo silenzio, rispetto e dolore. Ciao Federico».
NESSUNA DICHIARAZIONE DALL’AGENZIA DI VERBANIA
«Donatella Telli (la titolare, ndr) non è in sede e comunque nessuno può rilasciare dichiarazioni». È quando rispondono dall’Albatros Top Boat di Verbania, l’agenzia di viaggi specializzata in crociere scientifiche alle Maldive di cui era operation manager Gianluca Benedetti una delle vittime. Citofonando al cancello dove ha sede l’agenzia, nessuno risponde, ma una persona si affaccia sul cortile per dire che non parlerà dell’accaduto. Altre due vittime erano legate all’agenzia di viaggi verbanese: stando a quanto riportato sul sito web di Albatros Top Boat, la docente e ricercatrice dell’Università di Genova, Monica Montefalcone, “coordinava” le crociere scientifiche, mentre Federico Gualtieri aveva preso parte a diverse spedizioni, anche per raccogliere materiale per la sua tesi di laurea in Biologia ed ecologia marina. Venerdì mattina davanti all’agenzia di viaggi non ci sono persone e il quartiere residenziale dove si trova, Suna, è sotto la pioggia come il resto della città.
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