MERCATO
Niente draft Nba, Suigo sceglie l'Ncaa
Per il pivot tradatese una tappa intermedia
Luigi Suigo sceglie una tappa intermedia nel suo percorso verso la NBA. Il 19enne pivot tradatese, che dal 2019 al 2022 ha vestito la maglia delle giovanili della Pall.Varese come tesserato Academy, si è ritirato dall’elenco dei giocatori dichiaratisi per le scelte del basket professionistico. Il giocatore del 2007, ospite in parterre della finale Scudetto tra l’Olimpia Milano – dove ha giocato dal 2022 al 2025 – e la Reyer Venezia, ha fatto un passo indietro nei termini prescritti dal regolamento per quanto riguarda il basket professionistico americano. Nella stagione 2026/27 giocherà negli Stati Uniti,ma nel campionato NCAA, frequentando l’università di Villanova, località della Pennsylvania sede di uno degli atenei più quotati del college basketball.
Suigo ha scelto il college per prepararsi al meglio allo sbarco nella NBA: le misurazioni fisico-atletiche nella Draft Combine del mese scorso a Chicago lo avevano messo al centro dell’attenzione di diverse squadre. Ma il lungo del 2007 non aveva certezza di essere scelto fra i primi 30 del draft, col rischio di non avere contratto garantito riservato solo ai giocatori indicati al primo giro. Da qui la scelta del college, con un lucroso contratto di immagine (il cosiddetto Nil, acronimo di “Name, image and Likeness”) senza incorrere negli strali della NCAA per i giocatori professionisti che hanno guadagnato più di un rimborso spese indicato a 2982 dollari al mese (circa 31mila euro all’anno).
La stagione 2025/26 disputata al Mega Belgrado, la società di proprietà della sua agenzia internazionale BeoBasket, gli permetterà di essere eleggibile per l’università; ma il Nil lo taglierà fuori dall’attività azzurra del mese di luglio, visti i problemi assicurativi del nuovo accordo che hanno bloccato anche Niang e Vincini. Poi fra 12 mesi sarà NBA al 100 per cento, sfruttando la visibilità generata dal college basket per gli scout del basket professionistico, e un draft considerato più “povero” che lo potrebbe proiettare nei primi 15 scelti della classe 2027. Una cosa è certa: per qualche anno non lo si rivedrà un Europa.
© Riproduzione Riservata


