L'ACCORDO
Novartis, pagano gli informatori
Gli esuberi erano 286 su 500 ma riduzione dell'orario e contratti di solidarietà salvano i posti
Cattiva medicina aziendale per gli informatori medico-scientifici della Novartis: per loro sono stati previsti 289 esuberi, nonostante un fatturato lusinghiero. I licenziamenti, però, sono stati scongiurati: tolti i prepensionamenti e le dimissioni volontarie, è stato applicato il contratto di solidarietà che prevede una riduzione oraria per tutti i dipendenti del settore.
Gli informatori medico-scientifici che promuovono i prodotti Novartis negli ospedali, negli studi medici e nelle farmacie di tutta Italia sono circa cinquecento e la maggior parte di loro rischiava di rimanere a casa dopo il lancio in grande stile dei farmaci generici equivalenti. In una situazione simile si trovano anche le altre principali aziende farmaceutiche private, che rischiano un collasso nelle vendite: gli informatori sono i primi a "saltare".
Alla Novartis gli informatori rinunciano chi a mezza giornata e chi a tre giorni di attività alla settimana: le ore lavorate le paga l'azienda, mentre l'80 per cento dell’integrazione del salario è pagato dall'Inps.
Altro servizio sulla Prealpina in edicola mercoledì 9 novembre.
© Riproduzione Riservata


