ROMA
Nuova indagine a Milano su Amazon per evasione fiscale
(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Con l'ipotesi di una evasione fiscale
di alcune centinaia di milioni tra il 2019 e il 2023 da
parte di Amazon, la Gdf di Monza, delegata dalla Procura di
Milano, ha effettuato una serie di perquisizioni nella sede
italiana della società guidata da Jeff Bezos ed anche nelle
abitazioni di 7 manager e negli uffici di Kpmg, non indagati.
La conferma dell'operazione, riportata da Reuters, è
arrivata da fonti qualificate. Il filone di inchiesta, ora a
ignoti, è coordinato dal pm Elio Ramondini. La contestazione
riguarda una presunta "stabile organizzazione occulta" in quanto
la multinazionale avrebbe operato e prodotto redditi in Italia.
Su Amazon, sempre il pm Ramondini con la Gdf di Monza aveva
aperto da tempo anche un'altra inchiesta per presunta evasione
fiscale che riguardava, in particolare, Iva non versata. Lo
scorso dicembre, infatti, su questo fronte, dal punto di vista
tributario il colosso ha raggiunto un accordo col fisco
italiano, versando 511 milioni di euro. Da questo primo filone
di indagine, tra l'altro, ne è scaturito un altro nei mesi
scorsi, sempre a Milano, che ipotizza il reato di "contrabbando
per omessa dichiarazione" e che vede al centro, oltre al gruppo
dell'e-commerce, anche una settantina di presunti "prestanome".
Ossia la rete di venditori di prodotti cinesi che sarebbero
stati movimentati da Amazon e su cui non sono stati pagati, per
l'accusa, Iva o dazi doganali nell'importazione. In più, Amazon
Italia Transport, una delle società del gruppo, dopo essere
finita in una delle tante inchieste della Procura milanese sui
cosiddetti "serbatoi di manodopera" con un sequestro di oltre
121 milioni di euro per frode fiscale nel luglio 2024, ha
versato lo scorso dicembre oltre 180 milioni di euro, come
risarcimento in sede fiscale. Oggi, con le perquisizioni "presso
terzi" ad alcuni manager non indagati per acquisire
documentazione e sequestrare dispositivi, è venuta a galla
un'ulteriore e nuova indagine per evasione per una "presunta
stabile organizzazione occulta", ossia redditi prodotti in
Italia ma senza pagare imposte. Amazon nel dicembre 2017 aveva
già versato circa 100 milioni al fisco italiano per
contestazioni simili. (ANSA).
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