ROMA
Nuove regole Arera su bollette, i reclami ora sono più facili
(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Dal primo gennaio 2026 sono entrate
in vigore le nuove regole Arera sui servizi di assistenza dei
fornitori di luce e gas, con una stretta pensata per rafforzare
le tutele di famiglie e piccole attività. Le disposizioni
riguardano la quasi totalità dei clienti domestici: per
l'elettricità le forniture in bassa tensione, per il gas i
clienti con consumi fino a 200.000 Smc annui. Lo ricorda in una
nota Consumerismo No Profit che, pur apprezzando le nuove
regole, sottolinea tuttavia come le stesse non siano ancora
sufficienti a tutelare adeguatamente gli utenti dell'energia.
Arera ha ribadito l'importanza di gestione dei reclami e delle
rettifiche di fatturazione - spiega l'associazione - Dal 1°
gennaio i fornitori dovranno infatti rispondere ai reclami
scritti entro 30 giorni solari, correggere una bolletta errata
entro 60 giorni e risolvere i casi di doppia fatturazione entro
15 giorni. In caso di sforamento di tali termini scatterà un
indennizzo automatico, senza necessità di richiesta da parte del
cliente: l'indennizzo base passa da 25 a 30 euro, ma può salire
a 60 euro se il ritardo supera il doppio dello standard e
arrivare fino a 90 euro per ritardi superiori ai 90 giorni. Il
rimborso sarà riconosciuto come sconto nella prima bolletta
utile o come credito a favore del cliente.
"Nonostante gli sforzi messi in campo da Arera, manca un
meccanismo adeguato di compensazione realmente proporzionato ai
disservizi subiti - afferma Giovanni Riccobono, direttore
generale di Consumerismo No Profit - In molti casi il ristoro
economico previsto non riflette né la gravità della condotta
contestata né il reale impatto subito dall'utente, finendo per
non esercitare alcun effetto deterrente nei confronti degli
operatori. Manca poi la figura di un "arbitro" come avviene nel
settore bancario e da poco anche in quello assicurativo, che
permetta all'Autorità di decidere in maniera oggettiva sulle
controversie irrisolte: la sua istituzione rappresenterebbe una
garanzia ulteriore per i cittadini, evitando che le parti più
deboli restino senza soluzione e favorendo decisioni rapide e
imparziali" - conclude Riccobono. (ANSA).
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