WASHINGTON
Nyt, Israele uccise leader iraniani grazie a cellulari bodyguard

(ANSA) - WASHINGTON, 31 AGO - Tutta colpa dei bodyguard:
secondo un'inchiesta del New York Times è da attribuire
involontariamente a loro il colpo che Israele è riuscito ad
assestare contro leader politici, comandanti militari e
scienziati del programma nucleare in giugno.
Gli iraniani avevano preso da tempo due contromisure per
evitare di essere spiati e assassinati da Israele: non tenere
mai con sé il cellulare e aumentare il numero delle guardie del
corpo. La prima ha funzionato, la seconda ha servito al Mossad
un'opportunità su un piatto d'argento: lo spionaggio israeliano
ha scoperto infatti che, al contrario dei potenti uomini che
dovevano proteggere, guardie e autisti continuavano ad avere
sempre il telefonino a portata di mano e lo usavano anche per
postare messaggi sui social.
Così gli 007 israeliani hanno scoperto dove si nascondevano e
si riunivano i leader da loro protetti e nel primo giorno della
guerra contro il regime degli ayatollah hanno fornito all'Idf le
informazioni necessarie per eliminarne un gran numero in un
colpo solo. Ma gli apparati di sicurezza iraniani sarebbero
stati più lenti del previsto a comprendere il pericolo
rappresentato dai telefonini delle guardie del corpo. Così il 16
giugno, quarto giorno dell'attacco, Israele è andato vicino a
"decapitare" l'intera leadership di Teheran, quando il Supremo
Consiglio Nazionale di Sicurezza si era riunito in un bunker
nascosto trenta metri sotto una montagna. Tra i sopravvissuti,
in mezzo alle macerie, il presidente della Repubblica islamica
Masoud Pezeshkian. (ANSA).
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