IL DELITTO
Omicidio Bossi: «Douglas condannato senza prove»
Anche i legali di Carolo ricorrono in appello contro l’ergastolo: «Caglioni inattendibile»
Michele Caglioni? «Confonde i sogni con la realtà, per sua stessa ammissione. La sua ricostruzione è inattendibile e non è idonea a sostenere un giudizio di responsabilità penale a carico di Douglas Carolo»: anche gli avvocati Vincenzo Sparaco e Giammatteo Rona hanno depositato il ricorso in appello contro l’ergastolo inflitto ai due ragazzi dalla corte d’assise di Busto per l’omicidio di Andrea Bossi. Carolo e Caglioni - che è difeso dall’avvocato Nicolò Vecchioni - torneranno in aula per rimpallarsi ancora l’esecuzione materiale del delitto.
Contraddizioni
I ragazzi - ventidue anni Caglioni, uno in più Carolo - vennero arrestati il 28 febbraio 2024. Caglioni decise di collaborare nel momento stesso in cui salì sull’auto dei carabinieri e lo fece evidenziando il ruolo passivo da lui rivestito. Gli avvocati Sparaco e Rona osservano però: «Caglioni, all’arrivo dei carabinieri, si è barricato in casa opponendosi alla consegna, tanto che gli operanti hanno dovuto sfondare la porta per prelevarlo. Questa condotta è incompatibile con la successiva narrazione di un soggetto intimorito che avrebbe voluto consegnarsi alle autorità per riferire la verità. Un soggetto davvero desideroso di liberarsi dal giogo delle minacce non si sarebbe barricato per sottrarsi alla cattura».
Movente insensato
I difensori di Carolo domandano alla corte d’assise d’appello una riflessione: «Douglas ha bisogno di soldi e Bossi tutto sommato non vede l’ora di darglieli ma lo tiene sotto ricatto sessuale. Le chat tra i due dimostrano che da un lato c’è la disperazione di chi ha bisogno e dall’altro la manipolazione di chi sa di essere l’unico in grado di aiutare. La necessità di denaro di Carolo non può essere il movente per uccidere colui che spontaneamente glielo avrebbe procurato. Non si uccide chi ci sostiene». Dunque, partendo da due punti di vista antitetici, anche gli avvocati del ventitreenne - al pari del legale di Caglioni - giungono a una conclusione: assoluzione per non aver commesso il fatto, spazzando via le dichiarazioni della ex fidanzata di Michele su cui si fonda la premeditazione. «Il suo racconto poggia su quanto appreso dalla sua unica fonte, ossia lo stesso imputato Caglioni ed è dunque inattendibile. In aula ha reso una versione confusa, frammentaria e incerta».
© Riproduzione Riservata


