CIMITERI
Pochi soldi, addio alle tombe. Il caso di Origgio
La crisi economica morde, le famiglie scelgono il campo comunale. A Uboldo ecco i funerali di povertà
Si allarga il campo comune del cimitero di Origgio, dove vengono tumulate le salme di chi non può permettersi tombe o loculi. E’ da tempo che si registra questa tendenza, da quando la morsa della crisi economica – con la perdita del lavoro o la cassa integrazione – ha messo in difficoltà le famiglie. Al punto che acquistare un posto al cimitero è troppo costoso e così si sceglie sempre più spesso il campo comune. Una situazione che vede Origgio come specchio di una realtà estesa ovunque.
IL CAMPO COMUNE
«Occorre incrementare l’impegno di spesa assunto in precedenza onde soddisfare le richieste di sepolture nel campo comune – si legge nella determina approvata dall’Ufficio Lavori pubblici - in quanto quest’ultime hanno avuto un andamento straordinario rispetto alle previsioni e all’affidamento». Servono, in pratica, interventi di scavo e interramento per le inumazioni ed esumazioni. Non avendo alle proprie dipendenze personale, tanto meno mezzi idonei a eseguire le opere, vengono affidati incarichi esterni a seconda dell’esigenza. Intanto, con una spesa di circa un milione di euro, come da progetto definitivo, l’amministrazione Regnicoli ha previsto la realizzazione di un nuovo colombario, distribuito su due lotti (partendo da quello nord).
PIU’ CREMAZIONI
C’è un altro segnale dei problemi economici in cui versano le famiglie: in paese si sta diffondendo sempre più la pratica della cremazione, che costa meno del funerale tradizionale e risolve il problema della carenza di loculi. Se da un lato molti origgesi scelgono di farsi cremare, dall’altro per un certo periodo il Comune ha cercato di incentivare questa pratica fino al settembre dell’anno 2020, quello in cui la pandemia aveva causato molti morti: erano stati erogati bonus da 500 euro per chi sceglieva la cremazione. A Uboldo, invece, gli sconti sono ancora attivi: il Regolamento di Polizia mortuaria prevede che «il relativo onere verrà ripartito in misura del 70% a carico degli eredi del defunto e del 30% a carico del Comune/gestore». Quando è stato riqualificato il camposanto, è stato realizzato il “Giardino delle Rimembranze” per spargere le ceneri di chi preferisce farsi cremare: una scelta molto accorta, ma ad oggi non si è ancora tenuta nessuna cerimonia di spargimento delle ceneri; si preferisce tenere l’urna in casa o in un loculo del cimitero.
FUNERALI DI POVERTA’
Sta vivendo la stessa situazione il Comune di Uboldo, dov’è stata anche siglata una convenzione per l’affidamento dei servizi di fornitura del cofano e trasporto funebre di persone indigenti. Si chiama “funerale di povertà”, di cui per legge deve farsi carico l’amministrazione e che a Uboldo è stato finanziato diverse volte garantendo il decoro del servizio quando la famiglia non era in grado di sostenere le spese (ma anche se il defunto non aveva parenti, morendo in solitudine). Lo stesso accordo prevede il trasporto all’obitorio dei deceduti sulla pubblica via o in un luogo pubblico. L’importo presunto dei servizi è inferiore a 5mila euro.
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