L’ANALISI
Pasqua, turisti dal Nord Europa. E Varese ringrazia
Buone le prenotazioni sia nei b&b sia negli alberghi, anche nel capoluogo
I turisti arrivano e la notizia è che giungono dalla Germania, soprattutto, e dal Nord Europa. Scelgono Varese in un numero che sorprende, per le prenotazioni e che si estende alla zona dei laghi. Meno attorno a Malpensa, dove guerra e crisi generata dai conflitti incidono sulle prenotazioni, calate del 20 per cento. Eppure nel capoluogo, sui nostri laghi e pure sulle montagne che diventano un tutt’uno con gli specchi d’acqua, il ponte pasquale si caratterizza per la permanenza di due o tre notti, per le presenze straniere in più del solito.
Il motivo? La crisi internazionale ha chiuso le porte del Medio Oriente e oltre e porta i turisti a “scendere” verso le Prealpi.
Azione e reazione
Un effetto quasi positivo della crisi, sul fronte turistico e un contro-effetto della crisi che si misura invece in un numero minore di spostamenti di famiglie italiane verso la nostra zona. Discorso che vale anche per l’uscita a pranzo in questi giorni. Si va ma (in molti casi) si cerca di risparmiare.
Federalberghi e B&BVarese
Sia da Federalberghi sia dall’associazione B&BVarese confermano il buon numero di prenotazioni da parte di villeggianti da Svizzera e Nord Europa.
«Sulla clientela medio-alta la crisi non si fa sentire: arrivano in auto, non ci sono cali nelle prenotazioni - dice Daniele Margherita, direttore di Federalberghi Varese -. Sui laghi in particolare le prenotazioni sono in linea con il periodo, anche se tutti sono preoccupati per la situazione internazionale». Senza crisi anche le prenotazioni nel capoluogo e questo è il dato che più sorprende. «Anche in questo caso, si tratta di turisti stranieri europei e soprattutto di coppie - sottolinea il direttore di Federalberghi - mentre sui laghi ci sono anche famiglie».
«Situazione buona»
«La situazione è buona, in particolare per l’extra-alberghiero non imprenditoriale, cioè per le locazioni, le case vacanze e i B&B - dice Alfredo Dal Ferro, presidente di B&BVarese -. Come associazione non possiamo accedere alle banche dati regionali, cosa che ci permetterebbe di dare informazioni e consigli anche a chi non è nostro socio, per migliorare la ricettività in provincia».
Tutti a tavola
Chi è rimasto a casa, coltiva comunque la tradizione del pranzo di Pasqua al ristorante. Anche se forse si esce un po’ di meno. «Non parlerei di crisi ma di senso di prudenza da parte dei consumatori, vista la situazione globale - dice Giordano Ferrarese, presidente provinciale Fipe (Federazione pubblici esercizi di Confcommercio Uniascom) -. Crisi? Le prenotazioni ci sono, forse ci si attendeva qualcosa di più per il Lunedì dell’Angelo, ma la tradizione di fare pic nic all’aria è confermata anche per le previsioni del tempo buone».
In compenso, si consolida sempre di più, in tutta la provincia, la tradizione di prenotare al ristorante piatti d’asporto e poi gustarseli a casa. La curiosità? È in calo il consumo di agnello mentre continua «anzi c’è forte richiesta» di prodotti vegani e vegetariani.
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