LA MISSIVA
«Ad Auschwitz pellegrinaggi, non gite»: la lettera di de Tomasi al ministro
La presidente provinciale dell’Anpi al ministro Roccella: «Rifletta e chieda scusa»
Lettera al ministro. Ester Maria De Tomasi, presidente dell’Anpi provinciale di Varese, ha scritto nei giorni scorsi, ad Eugenia Roccella, ministro per le Pari opportunità e la Famiglia. Il tema? Le visite ai campi di sterminio e le parole della stessa Roccella. «Non posso credere alle parole riportate dalla stampa riguardanti le “gite” al campo di sterminio di Auschwitz- scrive la De Tomasi -. Nel mio decennale peregrinare nelle scuole di ogni ordine e grado, ho sempre definito i viaggi nei campi di sterminio “Pellegrinaggi”. Spero che lei voglia riflettere e, riflettere significa anche chiedere scusa alle mamme che non hanno rivisto i propri figli perché inceneriti nei forni crematori, chiedere scusa alle mogli che hanno atteso invano il ritorno dei loro mariti, chiedere scusa a tutte le famiglie che hanno avuto i loro cari assassinati nei campi di sterminio». E ancora: «Uomini, donne e bambini assassinati lungo l'interminabile via dolorosa della prigionia che non poterono tornare mai più. Non torneranno neanche i resti dei loro corpi perché le salme sono state bruciate, le ceneri passate per il camino e disperse nel vento. Uomini, donne e bambini che hanno sognato, nelle lunghissime notti nei campi, il ritorno alle loro case. Chiedere scusa a tutti i deportati che sono tornati e hanno avuto la vita segnata in modo indelebile dalla terribile esperienza dei campi e spesso sono stati emarginati con l’intento di farli tacere».
De Tomasi prosegue: «La storia ci deve insegnare che il fascismo, il nazismo, la brutalità degli uomini e l'indifferenza hanno permesso che si scrivesse la pagina più vergognosa dell'umanità. Non cerchiamo di travisare quella storia, non cerchiamo di difendere chi quella terribile pagina di storia ha contribuito a renderla possibile, il fascismo. Non finirò mai di raccontare agli studenti e a chi mi vuole ascoltare, le sofferenze inenarrabili patite dai deportati di qualsiasi categoria, ebrei, politici, omosessuali, religiosi e ogni volta che racconto mi commuovo. Dovrebbe commuoversi anche lei che ricopre un ruolo importante nel consiglio dei Ministri ‘ Ministra per la famiglia’ pensando alle migliaia di famiglie assassinate ad Auschwitz».
E poi la firma e il riferimento al padre: «Ester Maria De Tomasi, figlia di Sergio De Tomasi, deportato politico ‘Triangolo Rosso’ a Gusen sotto campo di Mauthausen, matricola 82542».
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