IN PROGRAMMA
Philippe Herreweghe porta “Eroica” a Varese
La Stagione Musicale del Comune ospita il 20 marzo il concerto con il direttore fiammingo nella Basilica di San Vittore
Un programma maestoso e solenne, da grandi occasioni. Un interprete di assoluto valore internazionale come il direttore fiammingo Philippe Herreweghe. E due pagine straordinarie, la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore “Eroica” di Ludwig van Beethoven e il Requiem in do minore per coro e orchestra di Luigi Cherubini. La Stagione Musicale del Comune di Varese si prepara all’appuntamento più atteso del cartellone 2025/2026, che vedrà stasera, venerdì 20 marzo, alle 20.30, scendere nella Basilica di San Vittore, direttamente dall’Olimpo della musica, i due complessi di Philippe Herreweghe, vale a dire l’Orchestre des Champs Élysées e il Collegium Vocale Gent, quest’ultimo fondato da Herreweghe nel 1970, quando era studente all’Università di Gand. Con i suoi complessi a Varese Herreweghe è già stato ospite più volte, le ultime nel 2013 e nel 2016, quando presentò gli oratori “Le stagioni” e “Le ultime sette parole” di Cristo sulla croce di Haydn, ma il programma di questo concerto, dedicato alla memoria di Enrico e Sissy Corsi, è qualcosa di unico per la potenza evocativa e drammatica (per info e biglietti www.stagionemusicale.it).
L’EROICA E IL GRAND UOMO
Al pari della Nona, la Terza sinfonia di Beethoven appartiene alle pagine entrate nella categoria dei miti e non solo per le sue evidenti implicazioni politiche morali, dal momento che il titolo “Eroica” è dello stesso Beethoven e che il “grand Uomo” della dedica sul frontespizio della prima edizione a stampa del 1806 è fuor di ogni dubbio Napoleone Bonaparte, ma anche e soprattutto per la forza argomentativa della scrittura, dal celebre motto iniziale, una sorta di nucleo germinativo, al festoso finale in forma di variazioni, il cui tema, di una essenzialità tutta classica, proviene da una raccolta di danze strumentali dello stesso Beethoven, mediato attraverso il balletto Le creature di Prometeo.
L’AUSTERA RESTAURAZIONE ANTINAPOLEONICA
Alla compostezza della classicità guarda anche l’austero Requiem in do minore scritto nel Luigi Cherubini nel 1815, una decina d’anni dopo l’“Eroica”, per volere del re di Francia Luigi XVIII ed eseguito il 21 gennaio 1816 a Parigi, nella Chiesa di St. Denis, per commemorare il fratello del regnante, Luigi XVI, ghigliottinato il 21 gennaio del 1793. L’“Eroica” di Beethoven celebra il campione degli ideali della Rivoluzione francese, il Requiem in do minore di Cherubini la Restaurazione antinapoleonica: sul piano ideologico appartengono a due mondi opposti, ma sono innervate dello stesso linguaggio musicale e della stessa tensione drammatica.
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