TRIBUNALE
«Conoscente stuprata e pensionato picchiato» nella stessa notte
Varese: punito per tentato omicidio, tunisino di 44 anni ora è accusato di violenza sessuale
Nella stessa notte in cui aggredì un pensionato per strada, avrebbe anche stuprato una conoscente. Per questo, dopo la condanna a dieci anni e mezzo per tentato omicidio, ora un tunisino ne rischia un’altra per violenza sessuale, reato punito con la reclusione da sei a dodici anni. Un’accusa che il quarantaquattrenne, detenuto nel carcere di Mamone (in Sardegna), respinge decisamente. Nel frattempo, pochi giorni fa, ha incassato una pena di due anni, per resistenza a pubblico ufficiale, per un episodio avvenuto sei mesi prima.
«Ho visto che lo prendeva a calci»
La notte incriminata è quella del 30 dicembre 2023. Una notte di violenza che fece finire in ospedale, a suon di calci e pugni, un pensionato di 67 anni, come emerso dal processo per tentato omicidio celebrato tra il 2024 e il 2025 in Tribunale e che si è concluso con una condanna a dieci anni e sei mesi di carcere (già definitiva). A soccorrere la vittima, aggredita in corso Moro a Varese, fu un netturbino: «Ho visto un uomo che prende a calci un “nonnino” a terra». Grazie anche alle telecamere del centro e al sangue dell’anziano sui lacci delle sue scarpe, i poliziotti della Volante risalirono al tunisino e lo arrestarono. Un pestaggio senza alcun movente, secondo l’accusa. Ma in aula l’uomo (assistito dall’avvocato Giovanni Caliendo) si è difeso sostenendo di aver agito per paura: un mese prima era stato aggredito da due stranieri, forse per via della voce che fosse un informatore delle forze dell’ordine, e quindi quando vide quell’uomo con un cappuccio in testa che lo seguiva in corso Moro temette che fosse uno degli aggressori tornato per colpirlo di nuovo. Gli diede un pugno e lo bloccò a terra: «Ma non gli ho dato calci né ho usato una bottiglia». Ma il collegio lo ha punito con una pesante condanna, due anni in più di quelli chiesti dal pm.
«Costretta a fare sesso due volte»
Presto lo stesso Tribunale lo dovrà giudicare anche per violenza sessuale. Una donna italiana, da lui conosciuta al bar e poi invitata a casa sua, lo accusa di averla costretta ad avere due rapporti nella stessa notte. Proprio quella del 30 dicembre 2023, prima che l’imputato uscisse e incontrasse sulla sua strada l’anziano. Una ricostruzione che l’imputato nega ed è deciso a smontare nel dibattimento: dopo la costituzione delle parti (la persona offesa s’è costituita parte civile con l’avvocato Andrea Brenna), la prima udienza è stata rinviata a settembre.
«Ti mangio il cuore»
Ma non è finita. Il tunisino è stato condannato nei giorni scorsi, dal giudice Letizia Bibbiani, a due anni (il pm aveva chiesto otto mesi) per aver dato in escandescenze all’arrivo degli agenti intervenuti in via Veratti per sedare una lite. «Ti mangio il cuore», avrebbe poi detto in Questura rivolto a uno dei poliziotti che stava preparando gli atti per l’espulsione.
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