L’EVENTO
Premio Gallarate, voglia di Arte Viva
Questa mattina l’inaugurazione della 28esima edizione inserita nel programma delle Olimpiadi Culturali di Milano-Cortina
È stata presentata questa mattina, mercoledì 11 febbraio, la ventottesima edizione del Premio Gallarate, intitolata Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica. Un’edizione inserita nel programma delle Olimpiadi Culturali di Milano Cortina 2026 che rilancia la vocazione del premio, nato nel 1949, a lavorare con gli artisti del proprio tempo. Protagonisti sono Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Beatrice Marchi, Francesca Grilli e Martina Rota, selezionati dalla commissione curatoriale composta da Lorenzo Balbi direttore del Mambo di Bologna e presidente di Amaci, Eva Fabbris, direttrice del Madre di Napoli, e Caterina Riva, direttrice del Macte di Termoli.
La presentazione
Alla conferenza stampa, ospitata dal Museo MA*GA, erano presenti il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, Claudia Mazzetti, assessore alle Attività Formative del Comune, l’assessora alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso, il presidente del MA*GA Mario Lainati, la direttrice Emma Zanella, il vicedirettore Alessandro Castiglioni, il curatore Lorenzo Balbi, oltre agli artisti Francesco Fonassi, Allison Grimaldi Donahue Martina Rota. In collegamento sono intervenute Caterina Riva, Beatrice Marchi e Francesca Grilli. Assente Gianni Orsini, per il quale è intervenuta la segretaria del Premio leggendo un messaggio.
Lo spirito olimpico
Come ha spiegato Alessandro Castiglioni, questa edizione nasce sotto l’egida delle Olimpiadi Culturali e si ispira allo spirito olimpico anche nella costruzione del progetto, aprendo alla collaborazione con direttrici e direttori di musei italiani chiamati a formare il team curatoriale. Le pratiche collaborative sono il filo conduttore della mostra: opere che si attivano attraverso momenti performativi e interattivi, chiedendo al pubblico di entrare in relazione.
Il dialogo col pubblico
«Il premio nasce nel 1949 con l’obiettivo di lavorare con gli artisti di oggi», ha ricordato Emma Zanella. «Oggi questo significa confrontarsi con opere che chiedono partecipazione e attivazione, in dialogo con i diversi pubblici del museo». A giugno è previsto un festival dedicato all’attivazione degli archivi e alla presenza diretta degli artisti. Per Lorenzo Balbi si tratta di «artisti capaci di farsi aggregatori di tematiche, storie, comunità», in sintonia con un premio che negli anni ha progressivamente ridimensionato l’idea di competizione per entrare in risonanza con pratiche fondate sulla condivisione. Nel messaggio letto in sala, Gianni Orsini ha sottolineato come questa edizione «riaffermi la vocazione alla ricerca, al confronto e all’ascolto delle pratiche contemporanee anche in momenti di grande trasformazione», mantenendo un forte radicamento territoriale e uno sguardo internazionale.
Il rinnovamento
Con Arte Viva, il Premio Gallarate conferma così la propria capacità di rinnovarsi, mettendo al centro il museo come spazio di incontro e attivazione, dove la cultura, come ricordato dall'assessora Caruso durante la conferenza, «resta quando lo sport finisce».
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