L’INTERVISTA
«Pronti a far esplodere il volley femminile»
Dall'oro olimpico all'Intelligenza artificiale: la ricetta di Enzo Barbaro per il futuro della pallavolo italiana. E su Uyba-Futura...
Dove sta andando la pallavolo italiana al femminile? Lega e Federazione stanno sfruttando la meglio la spinta del successo Olimpico e Mondiale della Nazionale di Velasco? Il presente e il futuro cosa riservano? Ne abbiamo parlato con chi sta pilotando questo percorso, Enzo Barbaro, amministratore delegato della Lega Femminile che, partito da Busto Arsizio dove è stato team manager, direttore sportivo e direttore generale, è ora nella stanza dei bottoni.
Partiamo da un bilancio: i numeri registrati nell’ultimo anno tra social, tv e palazzetti sono importanti. Che cosa avrebbe voluto che andasse meglio e su cosa state lavorando per il futuro?
«Fare più di così sarebbe stato difficile. Stiamo portando avanti un progetto appena nato e con fattività a lungo termine, che ha bisogno di tempo per entrare nel clou. Abbiamo performato molto bene e i numeri ci danno ragione. Ora c’è da lavorare molto su quello che quest’anno non abbiamo avuto tempo di fare: formare tutti i nostri club, che hanno dimostrato di credere nel progetto votandolo quasi all’unanimità. Se si inizia a spingere tutti in quella direzione, inevitabilmente il sistema esploderà. Proprio in questo senso sono stati fatti grandi investimenti in tecnologia in questa prima stagione: GreenFly per esempio è una piattaforma che permetterà di distribuire contenuti con l’utilizzo dell’IA con quindi la possibilità di coinvolgere anche le giocatrici che potranno così pubblicare le loro azioni a pochi minuti dalla fine della gara diventando così le protagoniste assolute del nuovo ecosistema. Inoltre la visione gratuita di alcune partite sui canali dei Club e delle giocatrici stesse aprirà nuove opportunità commerciali. Sono anni che nel mondo del marketing sportivo ci raccontiamo che la visibilità tradizionale non funziona più. L’obiettivo sarà aumentare i numeri e la visibilità degli sponsor con piattaforme che diano riscontri immediati, come Facebook e YouTube da una parte, e l’inserimento di banner pubblicitari all’interno del live dall’altra».
Da uomo di Lega, auspica che Futura e Uyba, espressioni della stessa città, uniscano le forze per creare una nuova realtà molto competitiva?
«È un discorso che risale ai tempi di Busto-Villa Cortese, perché due squadre di serie A si trovavano a competere a 5 km di distanza l’una dall’altra. All’epoca la rivalità si rivelò virtuosa perché fu da stimolo per entrambe per alzare il livello. Certo è un peccato vedere risorse dello stesso territorio non ottimizzate, ma ricordiamoci che le società le fanno le persone e che in questo caso si tratta di club dai forti tratti identitari. Restare separate e competere non la vedo in assoluto una cosa negativa. La speranza però è che sfruttino questa rivalità in modo positivo e in questo senso l’augurio è che la Futura possa presto conquistare la massima serie».
L’intervista completa sulla Prealpina di venerdì 22 maggio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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