IN SERATA
Protesta dei genitori. «Comune e Fondazione: assumetevi le responsabilità»
In cento al presidio dei genitori per l’aumento delle rette. Serrato botta e risposta tra il sindaco Cassani, genitori e referenti del personale
Il presidio davanti alla Fondazione si trasforma in un botta e risposta con il sindaco. Oltre cento genitori, dopo l’aumento delle rette e la chiusura della sezione Primavera, decidono di far sentire la propria voce. «Non c’è stato confronto, ma la scuola è una comunità e una comunità si ascolta, non si esclude», dicono. E l’appello è diretto: «Comune e Fondazione, assumetevi le responsabilità». Pochi minuti prima dell’inizio del Consiglio di amministrazione, l’arrivo del sindaco Andrea Cassani insieme agli assessori Corrado Canziani (Bilancio) e Claudia Mazzetti (Cultura) accende il confronto. Il clima si scalda subito, dando vita a un serrato botta e risposta con i genitori e alcune referenti del personale. Due gli incontri annunciati: sabato 31 gennaio alle 10 a palazzo Borghi e martedì 3 febbraio in sala consiliare. Nel frattempo le forze di minoranza hanno chiesto la convocazione urgente di un Consiglio comunale per discutere – e approvare – un impegno economico a sostegno della Fondazione e definire «linee guida vincolanti».
IL CONFRONTO CON IL SINDACO
«Avete ragionato solo per un vostro tornaconto, non avete informato per tempo le famiglie e ci avete messo davanti al fatto compiuto», accusa una mamma. La replica del primo cittadino non si fa attendere: «Vi aspetto domani alle 10 a palazzo Borghi con il presidente della Fondazione Marco Castoldi e martedì 3 alle 21 in aula consiliare. Spiegheremo la situazione e faremo capire che siamo qui per amministrare bene, non per mettere mano alle vostre tasche». Secondo il capo della giunta di centrodestra, le criticità della Fondazione sono strutturali: un numero di dipendenti rimasto invariato nonostante il calo degli iscritti, premi al personale ritenuti non sempre giustificati e costi di gestione elevati. «Con classi da 18 bambini l’incidenza del costo del personale è molto alta», spiega l’inquilino di palazzo Borghi.
RETTE, SERVIZI E FUTURO EDUCATIVO
Le famiglie contestano però l’impianto delle scelte. «Se aumentate le rette e le famiglie se ne vanno, si arriverà alla chiusura. Ci avete pensato?», incalza un papà. Il timore è condiviso: «Con questi aumenti molti non riusciranno a reggere i costi». C’è poi il nodo delle alternative. Cassani segnala oltre 200 posti disponibili nelle scuole statali e 78 nei nidi comunali da settembre, ma la risposta dei genitori è immediata: «Le statali non hanno doposcuola, mensa interna e copertura estiva. Così come facciamo a lavorare?». E c’è chi richiama anche la qualità dell’offerta educativa: «Se abbiamo scelto questa Fondazione è perché l’abbiamo ritenuta migliore. Ora ci chiedete di decidere in fretta, senza open day».
IL NODO DELLE SEZIONI PRIMAVERA
Uno dei punti più contestati resta la chiusura delle sezioni Primavera. «Se volevate chiuderle, perché avete fatto gli open day e accettato le iscrizioni?», chiedono dal pubblico. La replica del sindaco è netta: «La Fondazione sapeva che dal 31 ottobre non si potevano più accettare iscrizioni. Se qualcuno è andato avanti, c’è stato un errore». Il malumore però non si placa. Emergono anche storie personali, come quella di una dipendente assunta da poco. «Cosa farà ora mia figlia?», domanda il padre, dando voce a una preoccupazione che va oltre i numeri.
LA VOCE DEI GENITORI
A sintetizzare il disagio è un papà: «La chiusura improvvisa delle classi Primavera ha mandato i genitori nel panico e nella paura». Il problema, secondo lui, è anche il metodo: «Le comunicazioni sono state tardive, senza una possibilità di confronto diretto». Le famiglie si sentono con le spalle al muro. «Per chi è dentro da uno, due o tre anni, andare all’improvviso a cercare un altro posto è molto difficile. Se abbiamo affidato i nostri figli alla Fondazione un motivo c’è». E pesa il tempo mancato: «Se ce lo avessero detto a settembre, avremmo potuto organizzarci diversamente». L’obiettivo, chiarisce, non è lo scontro: «Vogliamo un confronto. Vogliamo capire il futuro, non tra quattro o cinque anni, ma da settembre». Senza dimenticare la solidarietà verso chi lavora nella Fondazione: «Con il personale si è creato un bel rapporto e siamo al loro fianco».
«LA SCUOLA È UNA COMUNITÀ»
Durissimo anche l’intervento delle rappresentanti dei genitori: «Ci sentiamo presi in giro e non ascoltati. Dopo gli open day abbiamo ricevuto una semplice mail con l’aumento delle rette, senza preavviso». E ancora: «Mentre a noi viene impedito di partecipare ai luoghi decisionali, leggiamo sui social di incontri organizzati all’ultimo momento». Il messaggio finale è condiviso: «Non siamo qui per fare polemica, ma per chiedere rispetto, trasparenza e ascolto. La scuola è una comunità, e una comunità si ascolta, non si esclude».
Il servizio completo sulla Prealpina di sabato 31 gennaio in edicola e disponibile anche in edizione digitale.
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