Riccardo Bossi si difende
Interrogato in tribunale, il figlio del senatùr nega di avere utilizzato soldi della Lega Nord per spese personali. L’accusa gli attribuisce appropriazione indebita per 158 mila euro
Secondo i pm milanesi, che gli contestano l’appropriazione indebita, convinti che abbia fatto spese personali con i fondi della Lega Nord, Riccardo Bossi avrebbe attinto dalle casse del Carroccio oltre 158 mila euro. Soldi usati per saldare multe e debiti; riparazioni e noleggio d’auto; le rate dell’università e del canone Sky, nonché quelle delle spese del veterinario e di mantenimento dell’ex moglie. Lunedì 14 il primogenito del Senatur (alle prese con identiche ipotesi di reato in un procedimento penale parallelo, ma con rito ordinario) si è presentato nell’aula dove si sta svolgendo a Milano il filone a suo carico in abbreviato (e a porte chiuse) del processo “The Family” per dire che «non è vero niente». In altre parole, Riccardo, ora al lavoro per un’azienda straniera che tratta petrolio, ha spiegato di non essersi mai rivolto al partito per avere il “denaro incriminato”: «Solo nel 2011 ho chiesto un aiuto economico a mio padre, tramite la segretaria Loredana Pizzi, e quello che ho ricevuto credevo fossero soldi di famiglia».
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