IL CASO
Saronno, clochard nel salotto buono
Dopo la chiusura del centro di accoglienza invernale ritorna l’emergenza e cresce il numerodi poveri
Ancora senza tetto nel cuore del centro cittadino: a notarli sono stati, proprio in questi giorni, alcuni cittadini mentre facevano colazione nei tavolini all’aperto. Così hanno deciso di portare loro qualcosa da mangiare. Si tratta di un problema sociale postosi a più riprese già nei mesi scorsi, suscitando molto dibattito sullle possibili soluzioni.
I clochard sono stati visti in corso Italia e in piazza De Gasperi, oppure accampati sui gradini del sottopasso della sempre trafficata stazione di ferrovie Nord di piazza Cadorna, Sono stati poi segnalati pure nel parchetto collocato di fronte al Comune e a pochi passi dalla scuola elementare del centro “Ignoto Militi”, oltre che in altre zone verdi della città. Persino durante le aperture serali dei negozi al giovedì alcuni senzatetto sono stati avvistati nelle vie vicino al centro.
Va detto che alla fine dello scorso mese di marzo ha chiuso il centro provvisorio d’accoglienza che era stato allestito - a dicembre - nei locali della fondazione “Casa di Marta” (coordinato dall’amministrazione comunale saronnese, in collaborazione con le parrocchie e alcune associazioni), per mettere a disposizione uno spazio attrezzato in grado di accogliere le persone senza fissa dimora. Il progetto era legato in modo particolare al bisogno di un intervento concreto contro l’emergenza freddo dei mesi invernali. Conclusa positivamente l’esperienza, l’assessorato ai servizi sociali di Ilaria Pagani sta ora pensando di istituire una “rete” tra il Comune e diverse enti e associazioni di volontariato per continuare a garantire assistenza e aiuti a chi ha bisogno di non essere lasciato solo.
«Ci siamo resi sin da subito disponibili a collaborare nuovamente con il Comune nell’affrontare, assieme ad altre associazioni, la delicata questione degli homeless, in particolare durante il periodo invernale – fa sapere Francesca Volontè, tra i responsabili della “Casa di Marta”- Nel frattempo abbiamo intanto riattivato il punto docce, presente nella nostra struttura. Disponiamo poi di alcuni alloggi di emergenza, che sono però già convenzionati con le attività di associazioni di volontariato che operano in città. In generale, come abbiamo già avuto modo di verificare con le attività del centro di accoglienza gestito durante l’inverno, non è però sempre semplice convincere clochard ad accettare delle sistemazioni diverse dalla strada, anche se si tratta di soluzioni provvisorie».
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