IL CASO
Schiscetta a scuola, il Tar ha detto «sì»
Accolta la richiesta sul pranzo da casa delle famiglie di Venegono Superiore. Ma l’istituto frena: «Necessari tempi tecnici»
A scuola con la schiscetta? Nei giorni scorsi il Tar di Milano ha accolto le richieste delle famiglie di Venegono Superiore: il «no» al pranzo portato da casa, che è stato opposto finora dall’istituto comprensivo, non ha preso in considerazione possibili soluzioni organizzative per superare i problemi di capienza dei refettori, di organizzazione e di supervisione dei ragazzi illustrate dalla dirigenza. Ma dopo i primi panini già spuntati nei corridoi la scuola precisa: «Resta ferma la piena volontà di dare corretta e tempestiva attuazione alla pronuncia del Tar», però ci sono «necessari tempi tecnici» da rispettare e «condizioni organizzative indispensabili» da attuare per «garantire sicurezza, vigilanza e regolare funzionamento del servizio scolastico». Quindi, almeno per adesso, la schiscetta deve aspettare.
LA GOCCIA TRABOCCANTE
Qualche mese fa era stato un gruppetto di genitori di Venegono Superiore a rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale per contestare la legittimità del «no» opposto dalla scuola alla possibilità che gli studenti si portassero il pranzo da casa, anziché andare in mensa oppure fare le corse per mangiare in famiglia e rientrare in classe in tempo per le lezioni del pomeriggio. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata la richiesta di giustificare ogni volta l’uscita anticipata e il rientro alle 14. In più, visto che l’ora del pranzo rientra nel piano orario settimanale, i ragazzi non possono entrare e uscire da soli ma serve che un genitore o qualcuno delegato li recuperi al cancello. Agli occhi delle mamme e dei papà che avevano scelto la via del ricorso, tutto questo avrebbe fatto diventare la mensa a pagamento una scelta quasi obbligata per molti.
LA SENTENZA DEL TAR
Il 19 febbraio scorso è stata pubblicata la sentenza emessa dai magistrati della Quinta sezione del Tribunale amministrativo milanese ed essa riconosce che l’opposizione della scuola non avrebbe considerato in maniera sufficiente l’esistenza di possibili soluzioni alternative per ovviare ai problemi organizzativi che finora avevano spinto l’istituto a soprassedere sulla schiscetta. Con una nota firmata domenica scorsa la dirigenza scolastica ha tuttavia invitato le famiglie a non compiere fughe in avanti, con tanto di diffida a sdoganare anzitempo il panino. «È necessario attendere l’avvio ufficiale delle nuove disposizioni, che sarà tempestivamente comunicato», ha scritto la scuola. Agli avvocati delle famiglie ricorrenti, sarebbe già stato presentato un cronoprogramma. Nel frattempo, la scuola ha ribadito che ci sarebbero «tempi tecnici» per organizzarsi. Il messaggio è chiaro: ferme tutte le schiscette. Almeno per ora.
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