NELLA MONTAGNA
Scoperto il Pozzo Lazzaro
La grotta ha una profondità di 45 metri. Individuata dal Gruppo speleologico
Il centro della Terra regala un altro tesoro alla Valceresio e al Varesotto.
Nei giorni scorsi, infatti, le ricerche e le esplorazioni che il Gruppo speleologico prealpino da anni conduce nelle aree carsiche della Valceresio hanno consentito di approfondire una dozzina di comunicazioni relative a probabili grotte disseminate sul Monte Orsa, in luoghi pressoché impervi e poco frequentati.
I sopralluoghi degli esperti hanno effettivamente accertato la presenza di ingressi di grotte, se pure di ridotte dimensioni, i quali a seguito di scavi hanno poi consentito agli speleologi di entrare nel sottosuolo e “intercettare” ambienti verticali assai interessanti, che solitamente vengono superati con l’utilizzo di corde.
In tal senso, la grotta più interessante tra quelle scoperte ed esplorate pochi giorni fa è sicuramente il Pozzo Lazzaro, cavità naturale profonda 45 metri che si apre sul versante est del monte Orsa, a ridosso del confine col territorio elvetico.
Una vera e propria voragine, un salto verticale tra i più profondi scoperti finora in Valceresio, con l’ingresso nascosto da uno spesso strato di roccia simile a una lastra sepolcrale che per millenni ha celato l’abisso, e da cui deriva anche la scelta del nome.
«L’esplorazione della grotta - spiegano dal Gruppo speleologico prealpino - ha richiesto varie ore di lavoro per rendere transitabile il tratto iniziale, ma alla fine è stato possibile scendere la verticale, molto ampia e spettacolare».
All’interno del Pozzo Lazzaro, durante l’esplorazione condotta da Andrea Triggiani, Barbara Giuliani Guglielmo Ronaghi e Stefano Nadile, sulle pareti e soprattutto nella zona di fondo si notano i segni dello scavo da scorrimento di antichi torrenti, i quali nel corso dei millenni hanno modellato gran parte della cavità.
In effetti questa grotta risulta ancora oggi “attiva”, ovvero in grado di trasferire grandi quantità di acqua in profondità, e questo accade soprattutto nei periodi di intense piogge, quando al suo interno si convogliano ruscelli che formano cascate abbondanti le quali, dopo aver attraversato la grotta, vengono drenate verso zone più profonde della montagna dove, nei prossimi mesi, continuerà l’esplorazione.
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