SORPRESA
Provincia, si dimette il Cda dell’Agenzia Formativa
La notizia è rimbalzata durante il Consiglio provinciale di oggi
Agenzia Formativa senza Consiglio d’amministrazione: l’intero Cda si è dimesso, a cominciare dal presidente Claudio Lesica. La notizia è rimbalzata in coda al Consiglio provinciale di oggi e i particolari sono al momento top secret, anche se da tempo c’era maretta per contrasti interni all’ente di cui Provincia è socio unico. Ma a tener banco sono i 17milioni di euro che Villa Recalcati ha messo da parte nella gestione dell’Esercizio 2025 come avanzo amministrazione. L’approvazione dopo analogo via libera dell’Assemblea dei Sindaci con 65 voti favorevoli su 83 votanti paro a 440952 abitanti (nessun contrario, 18 astenuti, 3 non hanno partecipato al voto). «L’ente prosegue nel consolidamento economico», ha detto il consigliere delegato Mattia Premazzi, che ha ripreso la delega al Bilancio, «rafforzando così la tenuta del governo a seguito di un impegno a rilanciare il percorso intrapreso anche coinvolgendo le minoranze con un risultato importante che deriva da economia in alcuni capitoli di spesa. Ora bisognerà darsi delle priorità per intervenire sul nostro territorio». La “messa a terra” dell’avanzo di amministrazione non ha trovato ancora una destinazione precisa.
L’incontro di giunta
Martedì prossimo si svolgerà un incontro di giunta proprio per individuare gli obiettivi (Alptransit ferroviario di Ispra, ciclovia del Lago Maggiore, sicurezza nelle scuole, etc) sui quali concentrare le spese. Il sentore è che i Comuni si stiano già muovendo in una sorta di “assalto alla diligenza” per portare a casa parte di un tesoretto che fa gola a tutti.
Il risultato conforta il presidente Marco Magrini, che in vista del rinnovo elettorale d’autunno vede più saldo il proprio ruolo in un contesto politico che appare più semplice dentro Villa Recalcati che fuori.
Il capogruppo leghista Sergio Ghiringhelli ha sottolineato infatti che «sul territorio il centrodestra è diviso: speriamo che a qualcuno non venga in mente di cercarci, per esempio dal Pd». Il Rendiconto è andato in porto con 10 voti favorevoli e 5 astenuti tra le opposizioni (Lega, Lombardia Ideale, Fratelli d’Italia).
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