L’ALLARME
Sicurezza sul lavoro in Lombardia: «Un morto ogni tre giorni»
All’assemblea Confcommercio Uniascom il report di Samuele Astuti
«In Lombardia registriamo un morto ogni tre giorni, o sul posto di lavoro o in itinere, e trecento denunce al giorno. Non stiamo parlando di un fenomeno marginale». Sono i drammatici dati illustrati da Samuele Astuti, consigliere regionale della Regione Lombardia, durante la parte pubblica dell’Assemblea generale ordinaria di Confcommercio Uniascom provincia di Varese, che si è tenuta questa sera – mercoledì 17 giugno 2026 – nella sede di Ascom Varese in via Venosta.
La relazione di Astuti ha approfondito il tema della sicurezza, un fronte da sempre centrale per Confcommercio, associazione attenta e sensibile a questa tematica e alla formazione dei lavoratori. «Abbiamo svolto un ciclo di audizioni che ci ha fornito indicazioni preziose», ha spiegato Astuti. «La maggior parte degli incidenti, soprattutto quelli gravi, si concentra in aziende che non sono iscritte a nessuna associazione di categoria. L’essere iscritti, quindi, porta un valore aggiunto notevole».
Astuti, che ricopre il ruolo di presidente della Commissione d’inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia, citando i dati relativi ai morti e agli infortuni sul lavoro, non ha parlato solo di un’emergenza, ma di un trend che non accenna a fermarsi: «Negli ultimi 35 anni i morti sul lavoro sono rimasti invariati in Italia e in tutta Europa. Siamo fermi. Questo accade nonostante si parli spesso di sicurezza e nonostante le associazioni di categoria e i sindacati investano molto».
Il consigliere ha poi illustrato i dati nel dettaglio, mostrando che gli incidenti accadono specialmente nei settori di agricoltura, metalmeccanica e logistica. Per quanto riguarda l’identikit degli infortunati, la fascia d’età più colpita è quella tra i 40 e i 54 anni, mentre il 25% delle vittime è composto da lavoratori stranieri. Inoltre, per quanto riguarda gli infortuni non mortali, tre vittime su quattro sono uomini. Il divario di genere diventa ancora più netto se si guardano i decessi: nel 2024, su 61 vittime totali, ben 60 erano maschi.
Dalle audizioni che si sono svolte in Regione sono emerse diverse proposte, tra cui la necessità della mediazione linguistica per i lavoratori stranieri.
Successivamente è intervenuta Romana Dell’Erba, consigliera regionale della Lombardia, che ha focalizzato il suo intervento su due punti critici: la scarsa attrattività della professione di ingegnere della salute e della sicurezza, e le tematiche di genere legate alla debole promozione degli strumenti di welfare integrativo per le donne.
L’intervento si è chiuso citando la Legge Ordinamentale 2026 della Regione Lombardia che, proprio su iniziativa della consigliera Dell’Erba, ha introdotto disposizioni per il monitoraggio e il miglioramento della qualità dell’aria negli ambienti chiusi e affollati, un altro tassello fondamentale per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori.
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